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LIBANO/ Olimpio: a chi giova estendere la guerra dalla Siria al Libano?

Il presidente libanese, Michel Suleiman (InfoPhoto) Il presidente libanese, Michel Suleiman (InfoPhoto)

Penso che manchi la volontà di formare un Governo che tenga unite le diverse fazioni. In Medio Oriente ci si può nascondere dietro le etichette e i falsi compromessi, ma ciò che conta sono sempre i fatti: oggi l'ostilità è tale che l'accordo è altamente improbabile. Non dimentichiamo che in Siria si stanno compiendo massacri per mano del regime ed eccessi da parte delle forze ribelli. Oltre ad essere una guerra di liberazione è anche un conflitto che oppone sunniti e alawiti, scontro che si riverbera anche in Libano, dove c'è una forte componente sciita, alleata di Damasco e una fazione sunnita alleata dei ribelli. Insomma, le formule e le soluzioni politiche possono essere varie ma ciò che conta, al momento, sono solo le appartenenze.

 

Ieri il partito di opposizione guidato da Saad Hariri ha portato in piazza migliaia di persone, un gesto simbolico che non ha portato agli effetti sperati.

 

Anche in questo caso l'appartenenza e l'emozione contano più di qualsiasi altro ragionamento o strategia politica. Saad Hariri non poteva non radunare i suoi in piazza, vista la simbolicità del gesto che ha scatenato le proteste. Non reagire all'attentato che chirurgicamente ha preso di mira un simbolo della lotta al Governo sciita, avrebbe significato dare un premio ulteriore agli assassini e scontentare la propria fazione.

 

Ieri il presidente libanese Suleiman ha incontrato i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Pensa che l'intervento delle Nazioni Unite possa portare a risultati positivi?

 

Sono molto scettico perché l'Onu non ha forza. In questi Paesi serve un intervento robusto che sia in grado di convincere le parti: in Siria non si è registrato alcun risultato e, immagino che in Libano possa accadere la stessa cosa. L'Onu ha svolto in questi anni un buon lavoro nel Sud, come forza di interposizione fra Israele ed Hezbollah, ma in questo caso le sue possibilità di azione e di successo mi paiono minime.

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