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DIARIO DAGLI USA/ Una “lista” può scacciare l’incubo di Obama

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La battaglia è entrata nella sua fase più calda: degli ultimi tre sondaggi nazionali, due vedono davanti Romney e uno Obama. In realtà, per il sistema di voto statunitense il dato nazionale non è importante, ma è indicativo del testa a testa feroce che ci aspetta nelle ultime due settimane. Axelrod, lo "stratega" di Obama, e Messina, il suo campaign manager, l'hanno ripetuto anche dopo l'ultimo dibattito televisivo: a noi va benissimo essere sostanzialmente pari a questo punto, perché Romney non ha la forza né i militanti sul territorio per sostenere un corpo a corpo. Se sia vero, o sia solo pretattica, lo vedremo.

Oggi è iniziato ufficialmente l'avvicinamento all'ormai mitico GOTV, ossia la fase degli ultimi quattro giorni prima dell'election day. L'obiettivo di quei giorni sarà semplice in teoria, ma complicato nei fatti: tramite le telefonate, ma ancor più andandoli a trovare a casa, si devono convincere gli elettori a recarsi alle urne. Ma perché tutta questa attenzione nel fronte democratico sull'affluenza? La risposta è semplice, anche se in pubblico non viene ammessa: Romney è avanti tra i "likely voters" (quelli che probabilmente voteranno), ma indietro tra gli "unlikely voters" (quelli che non sanno se andranno).

Ma chi sono questi unlikely voters? Tendenzialmente le minoranze, ossia latini e afroamericani. Quindi, in larghissima misura, potenziali votanti obamiani. In particolare tra le fasce di reddito più basso della popolazione. Si calcola che con canvassing e telefonate sia possibile alzare l'affluenza del 5%: un risultato in grado di sovvertire l'esito delle elezioni. Anche perché qui nessuno ha ancora assorbito il colpo dei 537 voti in Florida che consentirono a Bush di battere Gore nel 2000: lo ripetono a ogni piè sospinto e lo scrivono anche nei volantini.

Per cui nulla va lasciato al caso e tutto viene inserito in un enorme database (votebuilder.com): tutte le informazioni, raccolte nei giorni precedenti con il door to door e con le telefonate, vengono registrate e analizzate. Una casa è inaccessibile perché ha i campanelli interni? L'elettore si è trasferito e non abita più dove si era registrato? La persona che ha aperto la porta è di origine latina? Tutto viene annotato e segnato: nei primi due casi per evitare un giro inutile in una casa non raggiungibile o disabitata il giorno delle elezioni, nel secondo perché verrà inviato a parlare con la persona indicata un altro ispanico. L'obiettivo è arrivare al 3 novembre, primo giorno del GOTV, con una macchina perfetta: da lì in poi non saranno più ammessi errori.


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