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DIARIO DAGLI USA/ L’Europa è il nuovo ostacolo al “sogno americano”

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Il secondo, molto legato al primo: Obama ci trascinerà a fondo perché è un "socialista", affascinato dalle politiche di spesa europee. Niente di sorprendente, per carità, ma la testimonianza di una distanza culturale profondissima fra i paesi europei e gli Stati Uniti: Obamacare e riforma dell'istruzione sono misure che in Italia nemmeno i partiti più liberali o conservatori avrebbero proposto. Mentre qui, per larghe fette della popolazione, sono inspiegabili cedimenti alla tentazione della spesa pubblica. Mi piacerebbe dirgli di fare un salto da noi, ma penso andrebbe oltre ogni loro umana comprensione.

Infine, con oggi abbiamo capito che si fa sul serio. Niente più training con Natalia o Laila: ora si fa direttamente online con i capi di Chicago (città dove si trova l'headquarter di Obama), in videoconferenza, con la possibilità di chattare. Senza che vi annoi con i contenuti, per i cultori della materia qui c'è il link con la registrazione della spiegazione. Il messaggio in ogni caso è chiaro: il prossimo weekend si fanno le prove generali del Get Out the Vote (i quattro giorni prima del voto). Poi, come a teatro, finito di provare inizia lo spettacolo. E lì sbagliare non è più ammesso.

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