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Esteri

SIRIA/ La storia di Sami: perché il mondo vuole veder distrutto il mio Paese?

Bashar al-Asad (InfoPhoto)Bashar al-Asad (InfoPhoto)

Si tratta solamente di propaganda. L’amnistia è concessa solamente ai delinquenti “comuni”, vale a dire coloro che non hanno niente a che vedere con i ribelli e con tutto ciò che sta accadendo in Siria. Il regime, quando parla di "terroristi", intende coloro che hanno anche in minima parte avuto a che fare con i ribelli, quindi mi chiedo a chi sia davvero rivolta questa amnistia.

Cosa può dirci invece dell’attuale situazione dei cristiani?

Anche i cristiani fanno parte del popolo siriano, quindi soffrono come tutti gli altri. Il regime sta però cercando di dimostrare che si tratta di un conflitto settario, tentando allo stesso tempo di dimostrare di essere impegnato nella protezione dei cristiani, quando invece non è assolutamente così. La rivolta in atto tocca tutti i settori della popolazione, dai cristiani ai musulmani, fino agli sciiti e ai sunniti, tutti in cerca di democrazia e di una maggiore giustizia sociale. La sofferenza è quindi vissuta da tutti allo stesso modo. C’è poi un aspetto particolare di questa attuale crisi che vorrei sottolineare.

Quale?

Credo di non aver mai visto un governo, se così si può chiamare quello siriano, bombardare le proprie città e il proprio popolo con ogni mezzo possibile e spesso anche attraverso bombe a grappolo. Questo avviene però nel silenzio di tutto il mondo, un silenzio che io considero “complice”, perché in realtà sono in molti a desiderare che questo Paese venga distrutto.

 

(Claudio Perlini)

  

 

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