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CRISI GRECIA/ Deliolanes: c’è un nuovo pericolo per Atene (e l’Europa)

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No, sinistra Democratica e Pasok stanno cercando di salvare il salvabile. La Troika, senza trattare, si è seduta al tavolo con un pacchetto già pronto di tagli per un Paese già allo stremo e che certo non può reggere ulteriori riduzioni. In più, l'Esecutivo aveva assicurato che non ci sarebbero stati altri sacrifici. Venizelos e Kouvellis stanno disperatamente tentando di mettere in salvo almeno il settore privato, il trattamento di fine lavoro e alcuni diritti basilari dei lavoratori.

 

Se non dovessero riuscire nel loro intento?

 

Il Governo sarebbe a serio rischio.

 

Se non dovesse reggere si andrebbe per l'ennesima volta alle urne?

 

Nel caso di nuove elezioni posso anticipare lo scenario: un governo monocolore di Syriza, la sinistra radicale (nei sondaggi si attesta al 29% ndr) e, in antitesi come primo partito di opposizione, la destra estrema di Alba Dorata (all'11,8% contro il 7,5% di Pasok ndr.). Se alla Troika e agli europei piace questo scenario, proseguano pure nella destabilizzazione dell'Esecutivo di Samaras. Se, invece, vogliono evitare questo assetto farebbero meglio ad ascoltare il presidente e ciò che dicono i partiti allegati al Governo.

 

In tutto questo, qual è la linea di Samaras, stretto fra le richieste della Troika e le istanze dei due partiti al Governo?

 

Samaras è stato accusato dalla sinistra di essere troppo arrendevole con la Troika. In realtà, il presidente sta cercando disperatamente di portare la discussione a livello di leadership europea, in modo da poter evitare queste imposizioni assurde, questa sorta di dogmatismo neo liberista che gli inviati di Ue, Bce e Fmi stanno dettando ad Atene. Samaras sta tentando di ottenere un'azione politica che dica alla Troika “Non forzate più, non c'è più nulla da spremere: cambiamo pagina e cominciamo ad adottare una politica di sviluppo”. Finora, è riuscito solo in parte, ma speriamo che il suo progetto abbia successo.

 

Quanto i dissapori all'interno del Governo e del Parlamento interessano la gente che, quasi ogni giorno, manifesta?

 

La popolazione è esasperata e stremata. La gente non ce la fa più e va avanti a suon di scioperi. Oltre alla crisi politica cui accennavo prima c'è anche il rischio che si verifichi un'esplosione di rabbia cieca che trascina via qualunque cosa. Il rischio vero è la destabilizzazione della Grecia e, quindi, l'Europa si deve chiedere: ci serve un Paese povero e problematico ma stabile, o non ci interessa del futuro di Atene e allora diamo pure fuoco alle polveri?   



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