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SANDY/ Aspettando l'uragano che (forse) ci cambierà la vita

Pubblicazione:lunedì 29 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 30 ottobre 2012, 10.07

New York, aspettando Sandy (InfoPhoto) New York, aspettando Sandy (InfoPhoto)

NEW YORK - Sono appena andato a fare qualche foto. C’è un molo oltre il parco, in fondo a Senator Street, dove viviamo. Oggi è lunedì, ma siamo tutti - quasi - a casa. Anche perché la Subway non va, i bus neanche, e la macchina ti dicono di lasciarla stare dov’è così almeno, ci cascasse sopra qualcosa come un albero o un pezzo di casa, lei (la macchina) si sfascia, ma tu no. 

Al Pier, il molo, l’acqua è visibilmente alta, ormai al livello della piattaforma, con le onde che lo spazzano con crescente vigore man mano che le ore passano, man mano che l’ora “X” si avvicina. E quello non è neanche il mare, è l’Hudson river. Il “landfall”, l’atterraggio di Sandy, è previsto per questa sera. Un po’ a sud di New York City, in Jersey, dove già ampie zone costiere sono allagate. Qua non siamo abituati agli uragani. Siamo abituati alla spettacolarizzazione di tutto, all’enfatizzazione ad ogni costo di qualsiasi evento - o presunto tale - che in qualche modo possa “draw audience”. 

Gli speciali televisivi e radiofonici per Sandy sembrano bollettini di guerra introdotti da musiche ed immagini che sarebbero perfetti per promuovere un nuovo film di Rocky o Rambo. Non siamo abituati agli uragani, ma siamo abituati alle esagerazioni. Così nella testa di tutti i neworkesi qualcosa come Sandy... “just can’t be, it’s not gonna happen...”, non può essere, non può succedere. Così nonostante l’ordine di evacuazione esteso ad ampie aree di Manhattan e Brooklyn, tanti hanno deciso di non muovere un dito. Tanto, anche questa volta, non succederà niente. Si parla di un 40 per cento di “ignavi”. L’altro 60 per cento invece negli ultimi due giorni ha saccheggiato supermercati e hardware stores come arrivasse l’apocalisse. Pane, acqua, batterie, torce elettriche, cibo in scatola ...tutto finito. Niente panico, una sorta di divertita ironia, quasi un trick or treat di Halloween per adulti. 

Eppure questa volta la cosa sembra seria. Anzi, togliamo il “sembra”. Le coste del New Jersey sono già “underwater”, sommerse, le raffiche di vento rendono pericoloso anche solo camminare per le strade, migliaia di persone sono senza corrente elettrica, e cosi resteranno per giorni. E siamo ancora all’inizio dell’avventura. Che non si sappia bene cosa accadra a NYC non significa che il mistero di madre natura non abbia gia messo alla prova la nostra costa e la sua gente. 


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