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Esteri

OFFESE A GESU'/ Le scritte blasfeme a Gerusalemme? I cristiani pagano la pace

Vista panoramica di GerusalemmeVista panoramica di Gerusalemme

Perché in Israele c’è la legge che quando non succede niente sale l’ansia, da una parte e dall’altra, soprattutto dal punto di vista degli arabi, per la cui causa l’immobilismo è deleterio. Nel periodo del governo Netanyahu, non ci sono stati avanzamenti nel processo negoziale. In parte per un certo pregiudizio dell’esecutivo israeliano nei confronti di interlocutori palestinesi come Abu Mazen. Dall’altra per un’intransigenza ideologica e politica di fondo dell’Autorità Palestinese nel dialogare con gli israeliani, in quanto le condizioni che pongono sono irrealistiche.

 

Quali sono le conseguenze di questa situazione bloccata?

 

Il fatto che nessuno faccia nulla per trovare un accordo non giova al Medio Oriente. In passato si è sempre cercato di trovare una soluzione in maniera ingegneristica, o comunque di trattare qualcosa. Negli ultimi due o tre anni non si è visto più nulla e tutto sembra essersi fermato. I palestinesi hanno perso d’importanza alle Nazioni Unite, tanto che il discorso di Abu Mazen precedeva quello di Netanyahu, e nessuno ne ha parlato. E’ come se l’intera questione fosse scomparsa dall’agenda internazionale. Questo può essere un motivo di ripresa della violenza.

 

Perché questa violenza coinvolge un convento, cioè un simbolo cristiano?

 

Perché i cristiani in Medio Oriente sono sempre le vittime di giochi più grandi di loro. A Gaza sono perseguitati da Hamas, tanto che due mesi fa c’è stato il grido di dolore della comunità cristiana attaccata dai fondamentalisti islamici. Altre volte sono visti dagli israeliani come troppo vicini agli interessi palestinesi, perché la politica della Chiesa cattolica in questi anni è stata molto favorevole alla causa araba, o comunque in una posizione di cosiddetta equidistanza. I cristiani quindi pagano sempre il prezzo ultimo di una follia che è parte della vita stessa del Medio Oriente. In Egitto erano visti come collaborazionisti di Mubarak, nel caso della Siria sono considerati come conniventi con il regime di Assad, come lo furono in Iraq con Saddam. I cristiani pagano sempre, è una legge cinica e brutale e che non cambia mai.

 

(Pietro Vernizzi)

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