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DIARIO DAGLI USA/ Sandy e la campagna elettorale: cambiano le carte in tavola?

Pubblicazione:martedì 30 ottobre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

E qui veniamo al potenziale impatto dell’uragano sulla campagna. E non mi riferisco solo all’aver bloccato Obama a Washington, per seguire gli avvenimenti e l’andamento dei soccorsi (oggi avrebbe avuto, per esempio, un’importantissima giornata in Ohio). Ma ad altri due fattori: il primo è, per l’appunto, quello dei mezzi di trasporto. Molti americani vivono e lavorano in uno Stato diverso da quello in cui sono registrati come elettori, per cui il giorno del voto rientrano nello Stato di provenienza per esprimere la propria preferenza. Ma è evidente che in assenza di trasporti e con le strade bloccate questa possibilità potrebbe complicarsi. Il secondo è che a causa di Sandy è stato bloccato il voto anticipato in alcuni Stati chiave come Maryland e Virginia: un problema in più per Obama che stava spingendo fortissimo sugli early voters per guadagnare un po’ di margine.

Ma la vera bomba l’ha fatta scoppiare il capo della Fema, la Protezione Civile americana, ipotizzando la possibilità di rinviare il voto previsto per il 6 novembre. Le difficoltà sono logistiche: ci potrebbero essere grossi problemi con le macchinette elettriche touch screen attraverso le quali si vota in alcuni stati. Ma si aprirebbe un’altra questione perché sorgerebbe un complesso problema giuridico: esistono pochissimi precedenti di rinvii delle elezioni, perché qui è previsto per legge che qui si voti il primo martedì di novembre.

La sensazione è che Sandy sarà decisiva per la riconferma del Presidente: molti degli Stati toccati sono swing states, quindi decisivi ai fini della vittoria. Un buon funzionamento dei soccorsi potrebbe dare ad Obama una spinta importante a pochi giorni dal voto. Mentre, se qualcosa andasse storto, l’uragano potrebbe rivelarsi un aiuto insperato per il candidato repubblicano.

 

Vicesegretario nazionale dei Giovani Democratici, Giacomo Possamai si divide tra Vicenza (dove vive), Bologna (dove studia Giurisprudenza) e Roma. Attualmente segue in prima persona la campagna elettorale di Barack Obama dagli Stati Uniti. 



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