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CRISI GRECIA/ Deliolanes: l'accordo con la troika? E' l'inizio della nostra fine

Il premier greco Samaras annuncia il trovato accordo con la troika a per ottenere la nuova tranche di aiuti. Che cosa succederà a questo punto? Lo spiega DIMITRI DELIOLANES

Samaras e Angela Merkel, foto InfoPhoto Samaras e Angela Merkel, foto InfoPhoto

Accordo raggiunto, dopo lunghe trattative, tra il premier greco Samaras e la troika (Bce, Ue e Fondo Monetario Internazionale). Da tempo infatti Samaras cercava di ottenere la nuova tranche di aiuti economici indispensabili per il suo Paese per affrontare la devastante crisi economica che l'ha messo in ginocchio. Difficilissimo convincere la troika a venire incontro alle esigenze di un Paese stremato, ad esempio concedendo più tempo di quello richiesto per restituire i prestiti. Adesso l'annuncio, che vede un Samaras soddisfatto, almeno apparentemente: "Abbiamo ottenuto tutto il possibile" ha detto "se le misure e il bilancio saranno approvati dal parlamento la Grecia potrà finalmente uscire dalla crisi". Quali siano queste misure ancora non si sa. Per il giornalista greco Dimitri Deliolanes contattato da Ilsussidiario.net, "non c'è nulla da essere soddisfatti". Spiega infatti che se anche non si conoscono i dettagli del pacchetto concordato con la troika, è facile prevedere che conterrà nuovi dolorosi tagli per il popolo greco: "L'esperienza ci ha già insegnato che ogni volta che c'è una discussione tra il governo greco e la troika alla fine si fa quel che dice la troika e non il governo greco". Per questo, dice, Sinistra democratica, una delle tre formazioni che sostengono la coalizione di governo, ha già detto che non approverà il pacchetto di misure.

 

Sinistra democratica ha fatto sapere che non voterà il pacchetto di misure concordato con la troika.

 

In realtà hanno anche dichiarato di non voler creare una crisi di governo però è evidente che se uno dei tre partiti di governo non vota le misure richieste è probabile che ci sia un dissenso. Lo abbiamo già visto questo scenario parecchie volte nel parlamento greco con i socialisti prima e poi con il governo del tecnocrate Papademus.

 

Samaras ha risposto a Sinistra democratica che se non votano si aprirà uno scenario pericoloso per la Grecia non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto politico. Cosa intende?

 

Sicuramente è un passaggio molto critico per il governo che dovrà ricorrere a tutto il sostegno possibile e immaginabile per far passare queste misure.

 

Ma a quale scenario pericoloso allude Samaras? Quello di una destabilizzazione estremista della Grecia, ad esempio?

 

E' evidente. Se queste tre forze politiche che vanno dal centro destra alla sinistra non riescono a governare è chiaro che alla fine si dovrà ricorrere a nuove elezioni. E quello che ne risulterebbe lo sanno tutti: una maggioranza di sinistra con all'opposizione i neo nazisti di Alba dorata. Politicamente una situazione del genere vuol dire impossibilità a governare.

 

Nell'accordo raggiunto con la troika ci sono anche i famosi tagli alle pensioni di cui si è parlato tanto?

 

Ci saranno i tagli alle pensioni, ma ancora più gravi sono quelle misure che trovano Sinistra  democratica contraria. E cioè il costo del lavoro, il taglio delle liquidazioni per i licenziamenti, il trattamento di fine rapporto. Sono misure molto dolorose come si può capire che vanno a colpire non solo i lavoratori del settore pubblico, e questo lo si sapeva già, ma anche i lavoratori del settore privato seguendo una strategia applicata dall'inizio della crisi ma che non ha mai dato risultati. 


COMMENTI
31/10/2012 - Alla larga dalla Troika (Carlo Cerofolini)

Ciò che si paventa nell'articolo lo ritengo molto probabile perché non mi risulterebbe che tutte le misure economiche imposte da organismi sovranazionali ad un Paese per uscire dalla crisi mai abbiano portato a risultati positivi ma anzi invece mi risulterebbe che queste ne hanno solo accelerato la rovina dopo inerrarrabili patimenti subiti dai cittadini. Proprio come temo stia accadendo in Grecia e probabilmente accadrà nelle altre Nazioni dell'area euro che hanno chiesto o chiederanno "aiuto" alla Troika (Fmi, Bce e Ue).