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DIARIO DAGLI USA/ Tutto ancora incerto, sarà una notte al cardiopalmo

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Faccia a faccia Romney-Obama durante la campagna elettorale 2012  Faccia a faccia Romney-Obama durante la campagna elettorale 2012

Secondo la media dei sondaggi dell'ultima settimana la situazione è questa: in Colorado i candidati sono assolutamente appaiati, in Florida (+1%), North Carolina (+3,3) e Virginia (+0,5) è avanti Romney, mentre in Iowa (+1), Michigan (+3), Nevada (+2,4), New Hampshire (+1), North Carolina (+3,3), Ohio (+2,4), Pennsylvania (+4,6) e Wisconsin (+2,3) è in vantaggio Obama. Se finisse così, Obama vincerebbe.
L'altro elemento forte a vantaggio di Obama è la rete dei volontari. La rete di Organizing for America, il gigantesco comitato elettorale permanente dell'ex senatore di Chicago, è molto più strutturata, capillare ed efficiente di quella di Romney. Un'arma decisiva nei quattro giorni del Get Out the Vote, prima del 6 novembre. In un Paese in cui devi letteralmente trascinare parte dell'elettorato alle urne, uno strumento di questo tipo può rivelarsi decisivo.
E infine c'è Sandy, il fattore che deciderà le elezioni, ma non si ancora per chi. Al momento Obama se la sta cavando molto bene: è rimasto a Washington a coordinare i soccorsi, abbandonando la campagna elettorale. In questo modo ha, di riflesso, completamente oscurato Romney: non sono più i due sfidanti, uno è il "Commander in chief" e l'altro è l'avversario. Una cosa che da queste parti conta parecchio. Inoltre Obama ha segnato un altro punto importante quando il governatore del New Jersey Chris Christie, repubblicano, l'ha pubblicamente ringraziato ed elogiato per la gestione dell'uragano, accreditandolo come riferimento della nazione e presidente super partes.
Ma la gestione di queste situazioni è sempre delicatissima: basta un ritardo nei soccorsi o impiegare un tempo eccessivo per far rientrare i cittadini nelle loro case, perché Sandy si tramuti in un insperato aiuto a Romney. L'unica cosa certa è che l'uragano sarà uno dei fattori decisivi per il voto del 6 novembre.
Mancano sei giorni e la partita, come abbiamo visto, è più in bilico che mai. D'altronde gli Stati Uniti sono abituati a queste sfide al cardiopalmo: Bush vinse contro Gore per 537 (contestatissimi) voti in Florida. La sensazione è che il 6 novembre ci aspetti un'altra notte come quella.

 

Vicesegretario nazionale dei Giovani Democratici, Giacomo Possamai si divide tra Vicenza (dove vive), Bologna (dove studia Giurisprudenza) e Roma. Attualmente segue in prima persona la campagna elettorale di Barack Obama dagli Stati Uniti.

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