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GUERRA TURCHIA-SIRIA (?)/ L'esperto: così Erdogan può sfruttare l'errore di Assad

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Il presidente siriano Bashar al-Assad (InfoPhoto)  Il presidente siriano Bashar al-Assad (InfoPhoto)

Difficilmente in questo momento si può immaginare un intervento diretto degli alleati. Credo sia improbabile che francesi e inglesi possano spendere, in una situazione come quella attuale, cifre importanti per intervenire nel conflitto siriano. Tanto meno gli Stati Uniti, con Obama che in piena campagna elettorale non potrà mai prendere una decisione di questo tipo. Gli alleati, almeno in questa fase iniziale, possono solamente immaginare un supporto alla Turchia per un’eventuale operazione di accoglienza profughi, di cui tra l’altro Ankara si sta già facendo carico.  

Non possiamo immaginare alcun intervento militare in futuro?

Possiamo eventualmente immaginare un supporto strategico militare per eventuali operazioni turche, ammesso che Ankara lo chieda. Ma, se dovesse verificarsi un intervento occidentale, credo possa limitarsi a mirati interventi aerei su precisi obiettivi, con la Turchia che comunque dovrebbe guidare un’azione da terra. Non credo si possa fare di più.

Qual è invece la posizione italiana?

L’Italia non ha una gran voce in capitolo e non interverrà, a meno che non vi sia una chiara richiesta della Nato. In un momento come questo il governo Monti non potrà mai immaginare di staccare un cospicuo assegno per intervenire in Siria e, anche se dovesse arrivare una richiesta da parte della Nato, si limiterà a rimanere nell’ambito di queste azioni.

Cosa crede potrà fare adesso Assad?

Personalmente faccio fatica a capire l’attuale livello di controllo che Assad possiede sulla Siria. Quest’uomo, un “innocuo” oftalmologo che voleva studiare in Inghilterra, si è trovato quasi per caso a governare al posto del fratello, morto in un più che sospetto incidente stradale. Per questo mi chiedo: quanto, alle spalle di Assad, è presente il “clan” composto dalla famiglia che in realtà ha in mano l’intero potere decisionale? Resta il fatto che in questo momento Assad non può fare molto: è ormai troppo tardi per agire su altri attori, quindi può scegliere di continuare il massacro che da tempo sta attuando oppure di cercare personalmente una via di fuga. Quest’ultima ipotesi, però, non deve far pensare a una sua definitiva sconfitta, perché difficilmente gli alawiti lasceranno cadere tutto, a meno che non riescano a negoziare con i ribelli.  

 

(Claudio Perlini)




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