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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Amin (Cnn): gli islamici in Egitto non hanno pietà dei bambini

Pubblicazione:venerdì 5 ottobre 2012

I recenti attacchi contro l'ambasciata Usa al Cairo I recenti attacchi contro l'ambasciata Usa al Cairo

Il presidente Mohamed Morsi ha promesso che si recherà di persona a Rafah, per rassicurare le famiglie minacciate, ma non sono state prese misure legali contro i musulmani che avevano terrorizzato i cristiani. Morsi non vuole ammettere che in Egitto esiste un problema di odio settario, ma cerca di liquidare il tutto come delle questioni tra privati cittadini. Dobbiamo invece riconoscere che questo odio esiste e che i cristiani devono essere protetti. Sono cittadini come tutti gli altri, e devono essere trattati in quanto tali.

 

Come si spiega questo peggioramento della libertà religiosa?

 

Non c’è nulla di nuovo sotto il sole. Ciò cui stiamo assistendo oggi avveniva anche sotto Mubarak, basti pensare al numero di chiese attaccate durante la sua presidenza. I cristiani sono discriminati oggi esattamente come negli ultimi 30 anni. Per esempio, nel passato regime non era loro consentito di costruire nuove chiese o restaurare quelle esistenti senza un decreto presidenziale, mentre chiunque poteva costruire una moschea. Non potevano essere nominati in posizioni di prestigio nel governo, e tra i cristiani erano pochissimi anche i professori universitari, i militari, gli agenti di polizia che potevano fare carriera fino ai gradi più elevati.

 

Che cosa si può fare per cambiare la situazione?

 

In parte va riformata l’educazione, perché la scuola fin dai primissimi anni forma alla segregazione e ci sono insegnanti che incitano alla violenza contro i cristiani. Tutto ciò va affrontato e i responsabili vanno trattati con durezza. Chiunque terrorizza i cristiani deve risponderne davanti alla legge, perché se non si fa giustizia, questi episodi continueranno. Occorre inoltre che l’uguaglianza tra cristiani e musulmani sia inserita nella Costituzione.

 

Che cosa cambierà per le donne con la nuova Costituzione?

 

I fondamentalisti stanno utilizzando la stessa tattica sia contro i cristiani sia contro le donne. L’articolo 66 della bozza della nuova Costituzione afferma che uomini e donne possono essere uguali, ma soltanto sotto i principi della Sharia. Martedì si sono tenute delle proteste, cui io stessa ho partecipato, perché c’è il rischio di un’interpretazione rigorosa della Sharia che mini i diritti delle donne. Temiamo dei passi indietro rispetto ai risultati ottenuti negli ultimi decenni, come la legge che punisce le mutilazioni genitali femminili, il diritto delle madri a trasmettere la loro nazionalità ai figli se questa è diversa da quella del marito, l’innalzamento a 18 anni dell’età minima per contrarre matrimonio.

 

(Pietro Vernizzi)



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