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TERRASANTA/ Israele e Palestina, il conto alla rovescia sta per cominciare

Pubblicazione:sabato 6 ottobre 2012

Un bambino palestinese (InfoPhoto) Un bambino palestinese (InfoPhoto)

Frattanto però quasi ogni giorno sono nuove lacrime, nuovo sangue, nuove violenze, nuovi morti, nuove distruzioni e l’ulteriore sconquasso dell’economia e della società di un Paese importante che ormai da ben più di un anno è dilaniato dalla guerra civile. Nei proverbiali “circoli diplomatici” europei tra un cocktail e l’altro si farebbe bene a pensarci.

Dal momento che la sostanza della crisi israelo-palestinese resta in tutta la sua urgenza, la tregua in atto non dovrebbe poi indurre a tranquillizzarsi troppo. Ormai a circa a un mese dalle elezioni presidenziali americane le più diverse parti in causa preferiscono non prendere iniziativa, ma saranno pronte a farlo nel delicato periodo che seguirà, ovvero nei quasi due mesi in cui avverrà o il passaggio di consegne dal vecchio al nuovo presidente, o comunque il rimpasto del governo.

In tale quadro le scritte insultanti sui muri di un convento francescano a Gerusalemme sono un ulteriore brutto segno nient’affatto da sottovalutare. D’altro canto non va in ogni caso dimenticato che gli Stati Uniti stanno lentamente ma irreversibilmente riducendo la loro presenza nel Mediterraneo. Tende perciò a formarsi un vuoto che o l’Italia contribuisce a riempire (anche in nome e per conto dell’Unione europea) o va a provocare altra instabilità in un’area che di questo non ha proprio bisogno.



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