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Esteri

FILIPPINE/ Cervellera: l'accordo coi ribelli non basta a "salvare" i cristiani dall'islam

Benigno Aquino, presidente delle Filippine (InfoPhoto)Benigno Aquino, presidente delle Filippine (InfoPhoto)

Questo non possiamo saperlo, perché l’autonomia non è ancora stata messa in atto. Ritengo che non ci sia un grosso problema di fondamentalismo religioso, soprattutto da parte del Moro Islamic Liberation Front (Milf) che ormai dopo tutti questi anni è diventata una forza moderata, all’interno sia del mondo politico sia di quello religioso nelle Filippine. Ci sono delle frange di tipo fondamentalista nell’isola di Jolo. Bisognerà vedere se il Milf e l’Esercito non facciano l’accordo proprio per fermare il fondamentalismo.

 

Quindi questo rischio esiste?

 

Quello delle Filippine è un Islam di per sé molto moderato, che è stato molto politicizzato per avere subito moltissimi sfruttamenti da parte di filippini del Nord, oltre che delle multinazionali. Questo ha potenziato un elemento di indipendentismo e di tentativo di escludere qualunque rapporto con le Filippine. Adesso questo Islam si è molto trasformato, è diventato più moderato e dialogico. Ci sono ancora dei gruppi fondamentalisti, che sono delle frange ma sono delle minoranze nell’isola di Jolo. Probabilmente si spera che sia quelli del Moro Islamic Liberation Front sia l’Esercito filippino sia anche le altre comunità minoritarie come i cristiani si mettano a difendere i diritti fondamentali della popolazione.

 

(Pietro Vernizzi)

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