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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Padre Gheddo: li vogliono cacciare dalla Siria come in Iraq

Pubblicazione:giovedì 1 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 1 novembre 2012, 9.06

foto Infophoto foto Infophoto

C'è il rischio che si ripeta ciò che è accaduto in Iraq, con la fuga di centinaia di migliaia di cristiani che ora sono sparpagliati per i Paesi del Golfo”. Cosa può fare l' Occidente: “Sicuramente- dice Gheddo- non dovrebbe rifornire di armi i ribelli, perchè si rischia di trasformare la Siria in un nuovo Iran, uno Stato islamista e intollerante. Dove trionfa l'odio e la violenza vincono le forze più estremiste e disumane”. Una maggiore unità delle diverse confessioni cristiane potrebbe alleviare le sofferenze? “Le varie Chiese cristiane orientali, in particolare quelle siriane- dice ancora Gheddo- sono abbastanza unite fra di loro, soprattutto in questo momento”. “La Primavera araba è stata un fatto positivo per il mondo musulmano anche se, per il momento, in Siria stiamo assistendo a violenze inaudite- conclude Padre Gheddo- Purtroppo, all'interno dei ribelli si stanno facendo sempre più strada le forze di Al Qaeda, che hanno snaturato una protesta di giovani che chiedevano diritti e libertà per tutti. Appare sempre più chiaro che l'Islam deve cambiare per entrare nel mondo moderno. Il nucleo di questa guerra civile è proprio questo: l'Islam, come è interpretato e vissuto oggi dalla popolazione, fa a pugni con il mondo moderno. Possiamo notare come nei Paesi islamici più avviati verso la modernità, come il Bangladesh o la Malesia e l'Indonesia, le forze democratiche che non commettono violenze contro le altre religioni, finiscono per avere la maggioranza”.



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