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DIARIO DAGLI USA/ Se un taxi può decidere la sfida Obama-Romney

Pubblicazione:giovedì 1 novembre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Dati che confermano una sensazione che avevamo avuto in queste settimane: Obama è il candidato delle minoranze di questo Paese. Minoranze sempre più forti, inserite e numerose, ma sempre minoranze. Afroamericani, latini e asiatici sono in larghissima parte con il presidente uscente. Romney lo sa, per cui ha tentato la carta alternativa: si è presentato come il campione dell'americano tipo, bianco e di origine puramente statunitense (per come sia possibile essere originari di una nazione che ha solo poco più di 200 anni).

Il candidato repubblicano sa bene che è l'ultima occasione per giocare una partita di questo genere: tra 2000 e 2010 solo gli ispanici sono cresciuti del 43%, di fronte a una crescita generale della popolazione americana del 5%. Finora, leggendo i sondaggi, l'operazione gli è riuscita discretamente: ha schiacciato Obama nella rappresentanza delle minoranze, recuperando una parte di America profonda che aveva scelto il candidato democratico nel 2008. Ma non è detto che basti.

Ce lo conferma Kamal, il tassista bengalese che ci riporta a casa dopo la partita di NBA, un'accesa Philadelphia 76ers contro Denver Nuggets (anche se, purtroppo, Gallinari non giocava). Kamal è arrivato dal Bangladesh 9 anni fa in cerca di fortuna e oggi guida un taxi per una cooperativa. Una storia come ce ne sono a milioni, negli Stati Uniti. Ci spiega che a lui non dispiace nemmeno Romney come candidato, ma che voterà sicuramente Obama. Perché, testuali parole, "l'America è come un taxi: deve andare avanti, non può tornare indietro". E Romney su molti versanti, quello dell'integrazione in primis, ha innestato la retro. Ma c'è anche un'altra cosa che spaventa Kamal: dopo essere stato picchiato da un cliente del taxi, si è presentato in ospedale per un checkup di due giorni. Si è sentito chiedere 16.000 euro come corrispettivo per la prestazione. Per fortuna la spesa era a carico dell'assicurazione del datore di lavoro, altrimenti non avrebbe saputo come fare, ci spiega. E anche da questo lato Kamal si sente più tutelato da Obama. E, onestamente, sarebbe pure difficile dargli torto. 

 

Vicesegretario nazionale dei Giovani Democratici, Giacomo Possamai si divide tra Vicenza (dove vive), Bologna (dove studia Giurisprudenza) e Roma. Attualmente segue in prima persona la campagna elettorale di Barack Obama dagli Stati Uniti. 



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