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SANDY/ Il misterioso "atto d'amore" che l'uragano ci ha lasciato

Pubblicazione:giovedì 1 novembre 2012

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Questo mondo supertecnologico ed internettiano che abbiamo creato e di cui beneficiamo non sembra essersela cavata tanto bene con l’acqua ed il vento dell’uragano. Tante volte, lungo i miei trasferimenti quotidiani in subway, mi son trovato a pensare come fosse quasi impossibile “far funzionare” una metropoli come New York... strade, subway, treni, autobus, aeroporti ....pensate che complessità di attività e compiti per far girare giorno e notte una baracca del genere. Adesso non funziona niente. Adesso è tutto fermo. Nella citta che non dorme mai migliaia sono impegnati senza riposo a pompar via acqua da tunnels e gallerie, a riallacciare e riattivare i sistemi elettrici, a raccogliere macerie e rottami, a ripulire le strade, a recuperare il recuperabile. E gli altri a casa. A casa, per quanto ci si possa dar da fare, si è costretti a pensare. Nella frenesia quotidiana della vita newyorkese – di qualsiasi vita in qualsiasi angolo del mondo – di pensare se ne può fare a meno. Oggi no. Pensi a quel che è successo, a quel che non puoi fare, a quel che ti manca, a quel che non sai dare, a quello che nessuno sembra saperti dare. Quando pensi e non ci sei abituato può far paura, molto più degli scheletri ed impiccati di Halloween. Ti prende il “blues”, la tristezza, il “desiderio di un bene assente”. Forse è questa la sfida più tagliente che Sandy c’ha lasciato. Forse è il suo misterioso atto d’amore.



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