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ARGENTINA/ Il popolo in piazza dà una "lezione" anche all’Italia

Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto) Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)

La gente mostra cartelli di aperta contestazione a tutte le manovre, ma la cosa che colpisce di più è che nessuno commenta le restrizioni cambiarie decretate di recente, che di fatto impediscono ai cittadini di uscire dal Paese, e che invece molti recitino uno slogan (“Nessuno mi ha pagato per essere qui”) che fa un chiaro riferimento alle manifestazioni governative che spesso fanno da coronamento ai chilometrici discorsi del Presidente Cristina Kirchner trasmessi obbligatoriamente da tutti i canali televisivi e alle quali partecipa una moltitudine spesso pagata o obbligata a esserci per non essere sanzionata sul lavoro.

Il segnale lanciato da questa moltitudine è chiaro sia per il potere Governativo che per un’opposizione frammentata e divisa che fatica a trovare un leader carismatico e capace. Il raduno sta procedendo pacificamente senza il minimo incidente, a dimostrazione dell’alto senso democratico che permane nella maggior parte degli argentini e che pare sia ormai dimenticato dalle Istituzioni di un Paese che proprio persone discendenti di quei “morti di fame di emigranti”, definiti con disprezzo giorni fa proprio dalla Fernandez de Kirchner (il cui cognome non rievoca di certo origini indie) hanno contribuito a trasformare in una Nazione moderna e prosperosa in un passato ormai non più recente. Di cui queste moltitudini chiedono a gran voce un ritorno, a cominciare dal poter vivere una vera democrazia: gran bella lezione anche per il nostro Paese, che ormai pare aver seppellito il suo degno passato e che purtroppo di eventi del genere è ormai incapace.

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