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SIRIA/ Molinari (La Stampa): vi svelo la strategia di Obama per far vincere i musulmani moderati

Pubblicazione:martedì 13 novembre 2012

L'emiro del Qatar, Sheik Hamad bin Khalifa Al-Thani L'emiro del Qatar, Sheik Hamad bin Khalifa Al-Thani

Obama vuole un’accelerazione della soluzione della crisi siriana perché la guerra civile gli pone tre problemi. Primo: è una strage di civili che rischia di restare come una macchia sulla sua amministrazione, come fu il Ruanda per Bill Clinton. Secondo: fino a quando continua, complica di molto gli sforzi per comporre il contenzioso israelo-palestinese. Terzo: la caduta di Assad aumenterebbe l'isolamento dell’Iran, accrescendo la pressione internazionale per ottenere la sospensione del programma nucleare.

 

Com’è il dibattito sulla Siria nell’opinione pubblica Usa e quali sono le principali posizioni che si confrontano?

 

La campagna elettorale e le polemiche sull’assalto di Bengasi hanno distratto l’opinione pubblica nelle ultime settimane ma resta un forte consenso bipartisan sulla necessità di sostenere l’opposizione e di arrivare alla caduta del regime di Assad.

 

I repubblicani condividono la scelta della Casa Bianca di appoggiare l’opposizione siriana?

 

L'ex candidato presidenziale Mitt Romney ha espresso tale sostegno con chiarezza durante il terzo dibattito, dicendosi anche contrario a invii di armi. Vi sono però altre posizioni, come ad esempio quelle del senatore dell'Arizona John McCain, che invocano con chiarezza l'invio di armi - anche pesanti - ai ribelli per ostacolare la repressione dei civili. In realtà comunque qualcosa sul terreno sta avvenendo perché i ribelli hanno iniziato ad abbatter jet del regime: dunque gli sono arrivati i missili a spalla tipo-Stinger. Resta da vedere chi glieli ha forniti.

 

(Pietro Vernizzi)



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