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DA ISRAELE/ A Tel Aviv, sotto una rampa di scale, con la paura di una guerra continua

Pubblicazione:venerdì 16 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 16 novembre 2012, 15.16

Giovedì 15 novembre 2012, bambini israeliani in un rifugio antirazzi a Tel Aviv Giovedì 15 novembre 2012, bambini israeliani in un rifugio antirazzi a Tel Aviv

Arnon Zack è un cittadino israeliano che abita a Tel Aviv. Ieri come tutti i suoi concittadini si è trovato a vivere la drammatica esperienza dell'attacco da parte palestinese, quando un missile ha raggiunto la zona vicino alla capitale israeliana. "Israele è un posto molto deprimente in cui vivere oggi, erano ventun anni che non accadeva un episodio del genere a Tel Aviv, ma in altre zone del paese si vive con questo terrore quotidianamente". Arnon, insegnante di musica, ha inviato a Ilsussidiario.net il suo racconto e la sua testimonianza di un giorno di paura.

 

Erano ventun anni che non andavo a dormire con la paura che possano scattare le sirene degli allarmi, non è una cosa divertente. Sebbene si sappia molto bene che Hamas disponga di missili in grado di raggiungere Tel Aviv, quanto successo ieri ha colto la maggior parte delle persone di sorpresa. Non ci sono stati episodi di panico per strada, ma la gente è andata subito a cercare luoghi dove potersi rifugiare. Quando la sirena dell'allarme ha cominciato a suonare stavo dando lezioni di chitarra a un ragazzo di 15 anni a casa sua. Siamo andati a nasconderci nella rampa delle scale, il posto più sicuro all'interno del palazzo e abbiamo aspettato qualche minuto.

Personalmente non ho sentito l'esplosione ma altra gente sì. Il missile non ha colpito la città, ma è caduto qualche chilometro a sud. La gente in Israele vive con la paura costante. Negli ultimi dodici anni i palestinesi che vivono nella striscia di  Gaza hanno lanciato in continuazione missili verso la popolazione israeliana. Inizialmente a essere colpita è stata la città di Sderot che dista solo un chilometro dalla striscia di Gaza. Dopo qualche tempo grazie a missili di portata più estesa, hanno cominciato a colpire anche la città di Ashkelon, a circa sette chilometri sempre dalla striscia di Gaza. Con il passare degli anni la gittata dei missili si è fatta sempre più elevata: dal 2008 hanno cominciato a colpire anche la città di Ashdod, che è a circa venti chilometri dal confine.

E' una situazione drammatica. Ci sono ragazzini che non conoscono altro tipo di vita se non quella sotto la costante pura dei missili. Circa il 25% di questi ragazzi sono colpiti dallo shock dei rifugi anti missili: sono colpiti da stati di ansia, sono terrorizzati all'idea di dormire da soli. Chi potrebbe mai in qualunque paese al mondo vivere da dodici anni in questo modo? Nessuno vorrebbe vivere dodici giorni in tale situazione. Oggi in Israele sia la gente politicamente di destra quanto quella di sinistra approva la decisione di colpire i depositi di missili di Hamas. 


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