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HAMAS vs ISRAELE/ Gen. Castagnetti: invasione di Gaza inevitabile, ecco l'errore di Gerusalemme

Pubblicazione:venerdì 16 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 16 novembre 2012, 19.30

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Escalation sempre più probabile tra palestinesi e israeliani: inevitabile, dopo che Hamas ha lanciato ben due missili dalla striscia di Gaza verso Tel Aviv. Missili che sono caduti uno in mare e uno a pochi chilometri dalla periferia sud della città fortunatamente senza provocare danni o feriti, ma abbastanza per fare riaprire i rifugi sotterranei. Cosa che non succedeva dal 1991, quando Saddam aveva ripetutamente bombardato la capitale israeliana. Israele intanto sta ammassando truppe di terra al confine con la striscia di Gaza, con l'apparente intenzione di ripetere l'operazione del 2008 nel tentativo di distruggere i depositi di missili di Hamas. Secondo il generale Fabrizio Castagnetti, contattato da Ilsussidiario.net "è inevitabile a questo punto, dopo gli attacchi missilistici a Tel Aviv, che Israele attacchi a sua volta e invada la striscia di Gaza". Secondo Castagnetti infatti "i raid aerei servono a ben poco: se non entrano le truppe di terra l'obiettivo cercato non si raggiunge". Un quadro grave ed estremamente complicato visti i fattori in gioco: la paura rimane sempre quella, la possibile destabilizzazione dell'intero Medio Oriente. Castagnetti parla anche della presenza militare italiana nella zona.

 

Le truppe di terra dell'esercito israeliano si stanno ammassando ai confini con Gaza: ci sarà l'invasione, come nel 2008?

La notizia rilevante in questo momento sono i missili di Hamas che hanno cercato di colpire Tel Aviv,  anche se la precisione finora è stata nulla. Questa è la novità in assoluto: è difficile che Israele, davanti a una minaccia così nei confronti della sua capitale dove vive circa la metà della popolazione dello Stato, non reagisca attaccando con l'esercito. In questo quadro è importante l'azione che saprà giocare l'Egitto: se riuscirà a innescare una tregua, allora tutto si può fermare e probabilmente ripartiranno i discorsi sul processo di pace interrotti da lungo tempo.

 

Cosa vuol dire, oggi, dal punto di vista militare, una invasione via terra della striscia di Gaza?

Se Israele vuoe eliminare la minaccia dei missili palestinesi, deve per forza andare via terra. Solo con la forza aerea non si risolve granché: è sempre stato così, lo abbiamo visto anche in Libia. La forza aerea non risolve nulla: per risolvere una guerra occorrono i soldati di terra.

 

L'invasione del 2008 però non ha ottenuto grandi risultati, tanto è vero che Israele deve intervenire di nuovo. 

Bisogna tener conto che si tratta di operazioni difficilissime. La striscia di Gaza è molto piccola ed è densamente abitata, e ovviamente c'è la pressione - giusta - della comunità internazionale affinché qualsiasi operazione militare limiti le perdite civili. Tutto questo comporta un serio rischio per i soldati israeliani. Sono operazioni molto, molto a rischio per chi le mette in atto. 

 

Ma sembra siano inevitabili…

Israele ha fatto un solo errore. Se non l'avesse fatto, avrebbe potuto evitare il ripetersi di scenari di guerra.

 

Quale è stato questo errore? 

Quando era in corso il processo di pace, Israele avrebbe dovuto costituire lo Stato palestinese, avrebbe dovuto essere Israele stesso a fare questo passo decisivo. In questo modo avremmo avuto due Stati indipendenti e Israele sarebbe stato in grado di dire: se ti comporti male, ti attacco. E nessuno avrebbe potuto dire nulla. Invece hanno costruito il muro. Un muro che fra qualche decennio saranno costretti ad abbattere, come è stato per il muro di Berlino.


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