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VISTO DA ISRAELE/ Sfaradi (giornalista): è la stessa guerra che dura da 12 anni

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Alla quasi totalità dei giornali. Ci sono decine di esempi, in cui la notizia di un attentato nei confronti di militari israeliani di stanza al confine o lanci di missili verso le città israeliane nel raggio di tiro dei Qassam è stata sistematicamente “congelata” in attesa di una risposta da parte dell'esercito israeliano, per poi mettere in prima pagina, e a pieno titolo, l'aggressione israeliana.


La stampa italiana è filo-palestinese?


Una parte della stampa è filo-palestinese e un'altra parte non fa ordine in ciò che scrive. E questo è grave perchè la gente, in Italia, non conosce la realtà. Il livello è da terzo mondo, altrimenti io avrei continuato la mia tranquilla carriera di scrittore.


Quindi, la tua è una sorta di missione?


Alla fine lo è diventata, ed è per questo che sono free-lance e non accetto imposizioni sui pezzi che scrivo.

 
Se ti chiedessero, come giornalista, di seguire l'esercito palestinese? 


Non potrei mai farlo. Mi ammazzerebbero dopo un minuto. 


Tornando ad oggi: è possibile che si scateni una guerra?


La situazione non è grave solo oggi ma lo è da dodici anni. Gaza è stata completamente evacuata: non c'è più un colono e i gazani non hanno un solo motivo politico di lanciare missili verso Gerusalemme. Ariel Sharon decise di lasciare Gaza senza chiedere contropartite, ma con la sola speranza che la liberazione di quei territori potesse essere il seme di un nuovo ordine, da cui scaturissero colloqui seri. Così non è andata. L'evacuazione di Gaza ha spostato soltanto la linea di fuoco e ha messo città importanti come Ashkelon, Ashdod e Sderot sotto il tiro dei missili. In quel periodo, l'Iran ha pensato bene di dare una mano rifornendo Al-Qassam, l'ala militare di Hamas, dei missili più avanzati, mettendo automaticamente sotto tiro anche Tel Aviv. Il resto è storia delle ultime ore.


Non esiste, quindi, un' occupazione di Gaza?


No, è un falso e occorre che la gente lo sappia. Gaza, ormai da anni, non è più occupata. Eppure si continua ancora a sparare su città all'interno della Linea Verde, quel confine del 1948 che racchiude i territori israeliani “propriamente detti” che, sottolineo, non fanno parte delle aree contese: si tratta di Israele “nuda e pura” che, nonostante ciò, è stata presa di mira da 14mila missili per dodici anni. Un milione e ottocentomila persone vivono, giornalmente, sotto questa continua minaccia ed è da dodici anni che il mondo finge di non vedere e apre gli occhi solo quando Israele dice: “Adesso basta”. Poi, improvvisamente, inizia il cessate il fuoco che dura due settimane. E poi tutto inizia da capo.


Qual è la soluzione?