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HAMAS vs ISRAELE/ L’attivista Akko: Netanyahu bombarda Gaza per salvare Assad

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Scontri in Siria  Scontri in Siria

In realtà non esiste nessuna inimicizia tra il governo israeliano e Bashar Al-Assad. Anche se a parole dicono di essere nemici, dal 1973 non ci sono state azioni di guerra tra i due Paesi confinanti. La situazione è paradossale, perché nessuno dei due ha mai voluto firmare un trattato di pace, ma al confine non si vede una sola arma né si è sparato un solo colpo. Il principale sostenitore di Assad è l’Iran, il più grande nemico di Israele.

 

Come è possibile che Netanyahu voglia salvare Assad?

 

Non esiste la certezza sul fatto che l’Iran e Israele siano nemici. Ogni giorno il governo di Teheran dice che bombarderà o attaccherà Israele, ma di fatto non accade nulla. Sono soltanto chiacchiere, senza alcuna azione concreta. L’unico dato di fatto è il legame tra Israele e Bashar Al-Assad, che visto da Gerusalemme è il miglior presidente siriano che si possa immaginare. Lo dimostra il fatto che il confine tra Siria e Israele è estremamente calmo da quasi 40 anni.

 

E quindi?

 

Assad è la guardia più sicura per lo Stato ebraico. Il padre di Bashar, Hafez Assad, per 20 anni non ha alzato un dito contro il Paese vicino. E lo stesso ha fatto Bashar in 12 anni di presidenza. Nel 2007 Israele ha colpito l’impianto nucleare di Al-Kibar, nella zona di Daraa in Siria, con alcuni aerei provenienti dalle basi aeree ebraiche che sono giunti in prossimità del palazzo presidenziale a Latakia. Neppure in quell’occasione il governo siriano ha reagito.

 

Per quale motivo?

 

Se ufficialmente Israele non è amico di Iran e Siria, in realtà sottobanco i tre governi non fanno altro che rimescolare continuamente le carte per fare sì che nessuno riesca a sapere che cosa sta accadendo. E il risultato è che in questi giorni Al Jazeera e Al Arabiya, le due più grandi tv satellitari del mondo arabo, hanno dedicato ampio spazio solo alle notizie su Gaza, facendo passare in secondo piano quelle sulla Siria. In precedenza la rivoluzione contro Assad aveva la precedenza in entrambi i canali. E così si è riusciti ad accantonare il problema siriano.

 

(Pietro Vernizzi)



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