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NIGERIA/ Boko Harami chiede negoziati di pace, ma solo in Arabia Saudita

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Forse quella che in Nigeria è ormai una guerra civile sanguinosa e che va avanti da mesi potrebbe arrivare a una svolta in sneso pacifico. In realtà più che guerra civile, si tratta di una guerra a senso unica, scatenata dai fondamentalisti islamici del gruppo legato ad Al Qaeda, Boko Haram. Quasi ogni domenica infatti con cadenza inquietante, vengono assalite tramite attentati le chiese cristiane sparse in Nigeria con l'obbiettivo dichiarato dallo stesso gruppo islamico di far sloggiare dal nord del paese i cristiani stessi. Centinaia le vittime cristiane. Adesso Abu Mohammed Ibn Abdulaziz il leader dell'organizzazione Boko Haram per la prima volta dopo mesi parla e chiede un negoziato di pace, ma a una condizione: che si tenga in Arabia Saudita e con la presenza di Muhamed Buhari, un ex colonnello dell'esercito nigeriano di fede islamica che guidò la Nigeria per quasi due anni prima di lasciare il potere nel 1984.  Abdulaziz ha anche detto che la su organizzazione non ha mai voluto attaccare lo stato, ma solo le forze di sicurezza nigeriane che, secondo lui, uccidono i membri del suo gruppo bambini e donne compresi. Il leader fondamentalista ha anche accusato il governo nigeriano di aver ucciso, lo scorso settembre, il suo portavoce. Secondo alcuni esperti, la richiesta di Abdulaziz sarebbe sincera: lo dimostrerebbe il fatto di voler coinvolgere l'ex colonnello musulmano. Per gli islamici che vivono nel nord della Nigeria infatti l'ex colonnello è una figura di grande prestigio che considerano incapace di essere compromessa in giochi politici. Boko Haram era inizialmente una organizzazione di tipo pacifica, ma venne coinvolta ben presto nell'estremismo fondamentalista di matrice Al Qaeda. I suoi militanti vengono addestrati normalmente in Arabia Saudita oltre all'Afghanistan all'Algeria. Precedenti tentativi di accordi di pace sono falliti, ma adesso si crede possano riprendere, da quando il presidente nigeriano (un cristiano) ha rimpiazzato il capo della sicurezza con un islamico. Questo gesto è stato visto come un modo per motrarsi concilianti con i fondamentalisti islamici e da qui sarebbe partita la richiesta di negoziati.



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