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TURCHIA vs ISRAELE/ Capuozzo (TG5): la vera strage di musulmani è opera degli islamici

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Tayyip Erdogan  Tayyip Erdogan

La Turchia non farà nulla, anche perché ha già sufficienti problemi ai confini con la Siria. Del resto chi probabilmente in queste ore sta brindando al conflitto israelo-palestinese è Assad a Damasco. In questo momento, con l’attenzione tutta concentrata su Gaza, il dittatore siriano ha mani libere per fare tutto ciò che vuole. Inoltre né Israele né tantomeno Hamas hanno interesse a un’escalation del conflitto. La Turchia non farà nulla quindi innanzitutto perché le due parti in causa non andranno oltre un certo limite.

 

Eppure la Turchia è un membro Nato. E’ accettabile che sia a favore di un gruppo estremista come Hamas?

 

La Turchia lo sta sostenendo a parole, ma non lo farà mai e poi mai con un intervento di tipo militare. I Paesi Nato hanno diritto a un’autonomia di giudizio politico, in quanto si tratta di un’alleanza soprattutto militare. La Turchia del resto fino a pochi anni fa è stato un partner di Israele nello scacchiere medio - orientale, e solo di recente i rapporti tra i due Stati si sono deteriorati.

 

Erdogan ha parlato di “uccisioni di massa di musulmani”, ma in Palestina vivono anche migliaia di cristiani. E’ corretto fare della questione palestinese una battaglia confessionale?

 

In questo momento la più grande strage di musulmani sta avvenendo in Siria, a opera di un musulmano alawita come Assad. Nell’ultimo decennio del resto, nonostante l’11 settembre, l’attentato alla stazione di Atocha a Madrid e quello nella metropolitana di Londra, le attività del fondamentalismo islamista hanno provocano delle vittime che sono in maggioranza musulmane. Anche in questo momento in molte parti del mondo ci sono musulmani che uccidono musulmani. Trovo quindi che sia una strumentalizzazione sottolineare l’elemento religioso in un conflitto come quello Palestinese, in cui la religione ha certo il suo peso, ma non è l’elemento preponderante.

 

(Pietro Vernizzi)



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