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CASO BORG/ Buttiglione: le lobby laiciste che mi fecero fuori stavolta hanno perso

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Nel mio caso, quello che si profilava era un voto sulla commissione e in quel voto tutte le forze anti europee votano contro la commissione, forze conservatrici sul terreno dei valori. Questa volta il voto non era sulla commissione ma sul commissario e questa volta perciò hanno votato a favore di Borg anche quelle forze anti europee. Considerati questi fattori, c'è un altro fatto di cui va dato atto a Martin Scholz. Molti socialisti hanno capito che quello nei miei confronti era stato un errore che non si doveva ripetere. L'Europa si rilancia con il dialogo fra democristiani e socialisti e questo ovviamente non può avvenire sul piano del relativismo etico. E anche i socialisti hanno votato Borg.

Ciò nonostante anche nel caso di Borg c'è chi ha detto che il suo curriculum dimostra che le sue opinioni personali hanno una forte influenza sulle sue azioni politiche.
Chiariamo una volta per tutte questo punto. Avere una fede non è avere opinioni personali di cui vergognarsi. Non è come dire “quella persona guarda film pedofili però è un bravo amministratore”, non è la stessa cosa. È ovvio che la mia fede influenza tutto quello che faccio, non c'è nulla di cui faccio che non sia influenzato dalla mia fede. Se io dico “farò rispettare la legge europea” è perché la mia fede mi dice che è mio dovere anche quando questa legge magari contiene qualche cosa che a me non piace.

Questo però non viene riconosciuto da molti.
La mia funzione è far rispettare la legge anche perché la mia Chiesa mi insegna che devo far rispettare la legge. Se ci fosse un contrasto, non devo violare la legge. Non si riconosce questo perché il problema è impostato in modo da far credere che un uomo che non ha fede non ha problemi di coscienza. Mentre un uomo di fede è scorretto a priori perché ci si immagina ci sia una ufficialità europea fondata sul relativismo etico.

Invece?
Diciamo invece chiaramente questa cosa: questo voto conferma una cosa che comunque c'era anche prima e cioè che il relativismo etico non è la base ideale giuridica dell'Europa. Non lo è nei trattati, non c'è una parola che giustifichi l'idea che il matrimonio gay o l'aborto fanno parte dei fondamenti ideali della Ue. Sono tutte questioni esterne demandate agli Stati nazionali. Non può neanche sorgere un conflitto di coscienza perché il Commissario Borg non potrebbe neanche intervenire. È vero il contrario: si vorrebbe che lui violasse i trattati per imporre una ideologia che non ha nulla che fare con i trattati. È anche colpa del Parlamento europeo che ha fatto mozioni che non rientrano nelle sue competenze e che hanno dato modo ad alcune associazioni di dire questa è la visione dell'Europa. Il caso Borg aiuta a capire tutto questo contesto.

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COMMENTI
26/11/2012 - "la perseveranza e la fede dei santi" (Paolo Melacarne)

Trovo alquanto opinabile l'affermazione che "la mia Chiesa mi insegna che devo far rispettare la legge. Se ci fosse un contrasto, non devo violare la legge". Il problema mi sembra diverso. I "laicisti" affermano di non avere una fede ma è falso. Tutti abbiamo una fede. La questione è che non abbiamo la stessa fede. Anche i "laicisti" operano secondo la loro fede. Anche loro sono influenzati nei loro atti dalla loro fede. A me hanno insegnato che non sono tenuto a rispettare una legge che ritengo lesiva della (soprattutto altrui) dignità umana. E tengo per buona questa regola. Il problema di essere o non essere accettati(e votati!) non è un nostro problema: Ap 13, 9-10.