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EGITTO/ Magdi Allam: Morsi vuole la dittatura islamica e Obama è suo complice

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Mohammed Morsi (InfoPhoto)  Mohammed Morsi (InfoPhoto)

"Fuori, fuori, Morsi è come Mubarak". Con gli stessi slogan urlati contro il rais durante tutto il periodo della cosiddetta primavera araba, migliaia di manifestanti sono tornati ad affollare piazza Tahrir per protestare contro il decreto con cui il presidente Mohammed Morsi si è attribuito poteri pressoché illimitati. Numerosi scontri sono stati registrati anche ad Alessandria, dove sono almeno 50 i feriti tra dimostranti e forze dell’ordine. “Lavoro per la stabilità economica e sociale e per il passaggio di poteri”, ha detto il presidente egiziano uscendo dal palazzo presidenziale. “Mi rivolgo a tutto il popolo egiziano. Ho vissuto come voi la corruzione, la dittatura e l'assenza di giustizia sociale. Ho sofferto come voi”, ha aggiunto rivolto ai suoi sostenitori. “Sono qui con voi, ma guardo anche agli altri. Lavoriamo insieme per salvare l'Egitto”. IlSussidiario.net ha chiesto un commento a Magdi Cristiano Allam, eurodeputato e presidente del movimento politico “Io amo l’Italia”.

Cosa pensa del decreto messo a punto da Morsi?

Considero questo fatto come una naturale conseguenza di una concezione dittatoriale del potere insita in un movimento religioso, quello dei Fratelli musulmani, che non fa riferimento alla democrazia ma alla sharia, alla legge coranica. L'obiettivo non è quindi quello di sviluppare la libertà, i diritti fondamentali della persona e di conseguenza nemmeno quello di promuovere una società che sia in grado di comprendere lo scenario mondale globalizzato.

E invece?

E’ quello di islamizzare la società e di sottometterla alle prescrizioni coraniche, quindi chi comanda in nome dell’islam deve controllare rigorosamente il potere per avere la certezza che il tutto si possa realizzare secondo la loro concezione. Il modello è sostanzialmente quello di Hamas nei territori palestinesi.

Sotto quali aspetti in particolare?

Nel 2005 Israele si ritirò unilateralmente e nel gennaio 2006 Hamas vinse le elezioni legislative, a seguito delle quali scatenò una guerra fratricida a Gaza con l’obiettivo di estromettere con la forza l’Autorità nazionale palestinese e imporre la dittatura islamica. Questo è il medesimo comportamento che oggi ritroviamo in Egitto con Mohammed Morsi.

Come può essere riuscito il leader dei Fratelli Musulmani a raccogliere un tale potere in così poco tempo?

Purtroppo l’Egitto è una Repubblica presidenziale quindi il Capo dello Stato ha il potere esecutivo e dunque la facoltà di esercitare un forte potere coercitivo. E’ un paradosso, ma dietro a tutto ciò che sta accadendo in Egitto, ma anche altrove in Medio Oriente, ci sono gli Stati Uniti d’America. Gli Usa hanno di fatto promosso e sostenuto la cosiddetta primavera araba, favorendo l’avvento al potere degli integralisti e degli estremisti islamici, considerati interlocutori legittimi.

Con quale risultato?



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