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Esteri

NOZZE GAY/ Il giurista: l'obiezione di coscienza è un rimedio peggiore del male

Il presidente francese François Hollande (InfoPhoto)Il presidente francese François Hollande (InfoPhoto)

In questo modo il presidente francese ammette che il matrimonio omosessuale è un passaggio significativo anche dal punto di vista etico, in quanto riguarda le coscienze delle persone che ne sono coinvolte. Tuttavia si introdurrebbe un’obiezione di coscienza per un atto, come quello del pubblico ufficiale nel matrimonio, rispetto al quale il sindaco è di per sé un soggetto che accerta la regolarità dell’atto, ma non costituisce l’atto nel senso pieno del termine.

 

In che senso?

 

Il matrimonio è un atto compiuto dagli sposi, in cui quello che conta è il loro consenso. Ipotizzare che il primo cittadino possa fare obiezione di coscienza significa aprire ad una serie di opzioni simili nell’ambito delle attività di un pubblico ufficiale, e ciò è un fatto di per sé problematico.

 

In che cosa sono diversi un medico contrario all’aborto e un sindaco che non condivide le nozze gay?

 

L’obiezione di coscienza del medico nei confronti dell’eutanasia o dell’aborto è chiaramente riferita a un valore fondamentale come la vita contro il quale il medico sarebbe chiamato ad effettuare un'azione diretta. Fare altrettanto nei confronti di un’istituzione come il matrimonio, che in svariati Paesi si sta molto privatizzando e riducendo a una formalità, rischia di non essere una vera soluzione dei problemi sollevati da quanti non condividono le nozze gay. Comprendo e ritengo interessanti le implicazioni culturali della proposta di Hollande, ma da un punto di vista giuridico ritengo che debba esservi maggiore prudenza.

 

Ma il sindaco, oltre a un pubblico ufficiale, non è anche un politico?

 

Sì, ma questa argomentazione rischia di risultare un po’ troppo formalistica. E’ vero che il sindaco è eletto ed espleta le sue funzioni in piena discrezionalità quando rientrano nell’ambito politico. Ma quando si tratta di compiere atti dovuti come presenziare a una cerimonia nuziale, è esattamente come un pubblico ufficiale qualsiasi. E’ difficile quindi che possa mettersi a compiere esercizi di discrezionalità politica, come rifiutarsi di celebrare delle nozze ammesse dalla legge perché non condivide questa estensione dell'idea di matrimonio.

 

Per quale motivo ritiene che invece le adozioni gay siano un caso diverso?

 

Perché entra in gioco l’interesse di un soggetto minore, in generale non coinvolto nella decisione in quanto l’adozione è decisa dagli adulti per dare seguito al proprio desiderio di famiglia. In un caso come questo, i sostenitori dell’obiezione di coscienza hanno qualche ragione in più.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
24/11/2012 - Obiezione di coscienza (GIOVANNI PIERONI)

Trovo corretto questo distinguere del Prof. Nicolussi. Obiezione di coscienza all'aborto e all'adozione da parte dei gay pienamente legittima e difendibile ma il pubblico funzionario nel matrimonio si limita a prendere atto burocraticamente solo di un consenso di una coppia, senza coinvolgimento personale vero e proprio.