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NOZZE GAY/ Il giurista: l'obiezione di coscienza è un rimedio peggiore del male

Pubblicazione:sabato 24 novembre 2012

Il presidente francese François Hollande (InfoPhoto) Il presidente francese François Hollande (InfoPhoto)

Di fronte alle accese proteste contro la legge sui matrimoni gay, il presidente francese François Hollande non ha trovato di meglio da fare che proporre come compromesso l’obiezione di coscienza per i sindaci che non vogliono celebrare le nozze. Hollande ha spiegato la proposta sottolineando che “la legge si applica a tutti, nel rispetto tuttavia della libertà di coscienza. La possibilità di delegare esiste e può essere allargata”. Ilsussidiario.net ha chiesto ad Andrea Nicolussi, docente di Diritto della famiglia e dei minori nell’Università Cattolica di Milano, di illustrare il contesto normativo e giurisprudenziale in cui si inserisce l’attuale dibattito in corso in Francia.

 

François Hollande sembra voler prendere a prestito dalla legge sull’aborto l’idea di contemplare l’obiezione di coscienza anche per quanto riguarda le nozze gay.

 

Nei confronti dell’aborto c’era stata una condivisione generale sul fatto che un’innovazione di questo tipo si potesse compensare con una obiezione di coscienza. La situazione attuale relativa alle nozze gay in Francia è in parte diversa.

 

Per quali motivi?

 

La questione è molto dibattuta, anche se personalmente ritengo che l’obiezione di coscienza avrebbe tutt'altro valore se fosse riferita al caso delle adozioni da parte delle coppie omosessuali nelle quali è in gioco un diritto fondamentale del fanciullo. Diverso è il caso del matrimonio, che oggi in Francia come in altri paesi è divenuto ben altra cosa rispetto al matrimonio-istituzione fondativa della famiglia tutelata dalla nostra Costituzione. La sua disciplina lo ha svuotato progressivamente di contenuto, trasformandolo in un contratto a facile recesso, e trovo che il compromesso che Hollande vorrebbe raggiungere, garantendo l’obiezione di coscienza ai sindaci, rischi di essere un rimedio problematico quanto la ferita che cerca di sanare.

 

Quali problemi apre il fatto di consentire l’obiezione di coscienza per un pubblico ufficiale come il sindaco?

 

Francamente mi lascia perplesso che un pubblico ufficiale quale un sindaco possa fare obiezione di coscienza di fronte a un atto dovuto come il matrimonio, che in buona sostanza è dovuto al cittadino da parte della pubblica amministrazione. Si tratta però di un tema rispetto a cui è difficile prendere posizioni troppo nette. La proposta di Hollande, quale che ne siano le intenzioni, ha indubbiamente un aspetto positivo.

 

Quale?


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COMMENTI
24/11/2012 - Obiezione di coscienza (GIOVANNI PIERONI)

Trovo corretto questo distinguere del Prof. Nicolussi. Obiezione di coscienza all'aborto e all'adozione da parte dei gay pienamente legittima e difendibile ma il pubblico funzionario nel matrimonio si limita a prendere atto burocraticamente solo di un consenso di una coppia, senza coinvolgimento personale vero e proprio.