BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

IL CASO/ Caro Obama, non scherzare con il Texas...

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Magari il mio voto era andato all'altro candidato, ma una volta eletto, il Presidente è il Presidente di tutti, quindi anche il mio. Ed io, che voglio il bene mio e del mio paese non starò certo ad augurarmi che il nuovo eletto "faccia male" così che io possa avere la mia rivincita. Ebbene, obiettivamente bisogna riconoscere che con Obama, in particolare con Obama 2, le cose stanno cambiando. Queste petizioni di indipendenza indicano un disagio, un non identificarsi con la guida del paese. Ci sono molte cose che hanno contribuito a questa radicalizzazione e Obama ha le sue gravi responsabilità in merito. Tutto l'establishment democratico ha le sue gravi responsabilità per aver portato il confronto al livello ideologico. E i repubblicani ne hanno per aver dapprima subito e in seguito accettato questo terreno di battaglia, mostrando una miseria culturale e progettuale che hanno finito per condannarli alla sconfitta elettorale. In Texas queste cose non sembrano interessare molto. Centosedicimila sembrano dirci che qualcosa sta andando storto e che, a loro, a questo livello, gli Stati Uniti non interessano. "Don't mess around with Texas".

© Riproduzione Riservata.