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EGITTO/ Mikawy (giudice): le nostre proposte a Morsi per evitare la dittatura

Pubblicazione:mercoledì 28 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 28 novembre 2012, 12.35

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La paura di Morsi è che la Corte costituzionale cancelli tutti i suoi decreti e le sue leggi, proprio in quanto i membri della Consulta egiziana sono stati nominati da Mubarak. Secondo il presidente della Repubblica, possono distruggere l’intero assetto normativo del Paese. Il vero problema è che Morsi non si fida dei massimi organismi giudiziari e la gente non si fida delle decisioni del presidente. E’ questa sfiducia la vera ragione che sta dietro ai decreti di Morsi, che sono inaccettabili perché possono portare a una dittatura. Occorre un compromesso in grado di accontentare sia i sostenitori di Morsi sia i suoi oppositori.

 

Gli egiziani hanno bisogno di ritrovare la fiducia reciproca. In che modo è possibile che ciò avvenga?

 

Noi giudici abbiamo spiegato a Morsi che esistono diverse possibili soluzioni rispettose della legge. La strada seguita dal presidente è molto pericolosa per tutti gli egiziani, in quanto l’opinione pubblica è fortemente divisa. Da un lato c’è chi lo appoggia e crede a che tutte le sue decisioni siano positive, dall’altra in molti stanno protestando. Abbiamo quindi bisogno di un compromesso legale per proteggere Morsi, gli egiziani e la stessa magistratura.

 

Quali sono le vostre proposte?

 

Noi giudici abbiamo proposto al presidente di creare un nuovo organismo composto da 21 giudici provenenti dalla Corte di cassazione, dal tribunale amministrativo e dalla stessa Corte costituzionale, i quali si esprimano su tutti i problemi di legittimità relativi alle nuove norme. E’ questa la vera soluzione, abbiamo bisogno di individuare una formula rispettosa della legge perché se ciò non avvenisse nel prossimo futuro la situazione del Paese diventerà esplosiva.

 

Quindi a Morsi stesso conviene ascoltare le vostre proposte?

 

Occorre una magistratura realmente indipendente, e il metodo migliore perché ciò avvenga è appunto la creazione di una nuova corte suprema, che abbia le caratteristiche che ho descritto. Il nuovo organismo si occuperà dei contenziosi che attualmente sono risolti dalla Corte costituzionale, e di qualsiasi problema che si presenti nel prossimo futuro fino a quando avremo una Costituzione.

 

(Pietro Vernizzi)



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