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J'ACCUSE/ Frattini: Assad tortura i cristiani siriani per ricattare la Chiesa

Pubblicazione:mercoledì 28 novembre 2012

Il responsabile Esteri del Pdl, Franco Frattini Il responsabile Esteri del Pdl, Franco Frattini

“Il regime di Assad sta torturando i cristiani, con un trattamento ancora più duro di quello riservato ai musulmani, nella speranza che le comunità cristiane in Siria sentendosi sotto pressione si mobilitino in difesa dello status quo”. A rivelarlo a Ilsussidiario.net è il responsabile Affari esteri del Pdl, Franco Frattini, grazie a cui sabato un gruppo di attivisti siriani in visita in Italia si è incontrato con un alto esponente del Vaticano. Un colloquio senza precedenti che è avvenuto purtroppo alla vigilia della strage di bambini da parte del governo di Damasco in un campo da calcio a Deir al-Asafir. Come sottolinea Frattini, “gli attivisti che combattono Assad mi hanno fornito piene garanzie che il loro obiettivo non è né sottomettere né espellere le comunità cristiane, ma anzi faranno di tutto affinché esercitino un ruolo di primo piano nella transizione e nella Siria democratica”.

 

Da cinque giorni l’Egitto sta manifestando contro Morsi, e quando in settembre il presidente egiziano è venuto in Italia, il governo Monti lo ha accolto senza dire una parola sul rispetto della democrazia, dei diritti delle donne e dei cristiani. Per l’Italia gli interessi economici vengono prima dei diritti umani?

 

Noi non lavoriamo sulla base di interessi economici, che sono pure importanti, ma di principi in cui l’Italia crede fortemente, primo fra tutti la democrazia nel mondo arabo. Abbiamo fatto presente molte volte tutto questo, come lo hanno fatto anche il ministro Giulio Terzi, mio successore, il presidente Monti e il presidente Napolitano, richiamando la necessità che i diritti di tutti vengano rispettati. E’ evidente poi che di fronte a decisioni forti come il recente decreto del presidente Morsi, sarà necessario attendere l’esito della giustizia egiziana.

 

Ma è giusto che l’Italia taccia di fronte all’accentramento dei poteri da parte dei Fratelli musulmani?

 

L’Egitto sta lavorando per diventare faticosamente un Paese democratico e ci vorrà del tempo. Noi non possiamo dimenticare che in passato vi erano sì rapporti tra l’Egitto e l’Occidente, ma vi era anche una diffusa violazione dei diritti, tanto che i cristiani copti sono stati colpiti più e più volte, con una risposta molto debole della polizia di Mubarak. Con la presidenza di Morsi si è fatto quindi un passo avanti, anche se molte cose ovviamente si devono ancora consolidare.

 

Che cosa si aspetta veramente il popolo siriano dalla comunità internazionale?


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