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IL CASO/ Azim: la guerra Israele-Palestina, colpa di Arafat e di quei confini del '67

Abu Mazen Abu Mazen

Senza un ritorno ai confini del 1967 non si arriva da nessuna parte. Si tratterebbe di un risultato molto positivo per i palestinesi, ma il problema è che purtroppo per il momento gli israeliani non accettano questa soluzione. La vera questione quindi non è l’esito favorevole o contrario del voto alle Nazioni Unite.

 

Il vero obiettivo dell’Anp è incriminare Israele di fronte alla Corte Internazionale di Giustizia?

 

L’Anp e la Lega araba stanno cercando di portare la questione palestinese di fronte alle sedi internazionali. Il voto all’Onu sarà quindi molto importante per gli Stati arabi e soprattutto per i palestinesi, in quanto può rappresentare un’azione simbolica molto importante da parte degli Stati di tutto il mondo. I palestinesi e la Lega araba stanno cercando di mandare il seguente messaggio: “Se non riusciremo a trovare una soluzione tra israeliani e palestinesi per fermare gli insediamenti e avviare i colloqui sulla possibilità di uno Stato palestinese a fianco di quello israeliano, l’Autorità palestinese ricorrerà alla Corte Internazionale di Giustizia”. 

 

E quindi?

 

I palestinesi vogliono trovare una soluzione al blocco da parte dei molti governi che si sono succeduti al potere in Israele, dopo i colloqui di Annapolis del 2007. Di fronte al muro contro muro opposto in particolar modo dal governo Netanyahu, i palestinesi stanno ora cercando di capire se un secondo passo come quello della Corte Internazionale di Giustizia può riuscire a creare la pressione necessaria per convincere Israele.

 

(Pietro Vernizzi)

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