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VOTO PALESTINA/ Abu Mazen ottiene una vittoria storica. E "inguaia" l'Italia

Pubblicazione:venerdì 30 novembre 2012

Benjamin Netanyahu parla all'Onu. Il voto gli darà torto (InfoPhoto) Benjamin Netanyahu parla all'Onu. Il voto gli darà torto (InfoPhoto)

In primo luogo la Corte penale internazionale, davanti alla quale i palestinesi potrebbero decidere di portare Israele per denunciare la questione dei Territori occupati. Questo è uno dei timori più grandi degli israeliani e di molti altri Paesi, anche se i vertici dell’Autorità palestinese hanno assicurato che non compiranno tale passo automaticamente: dipenderà dalla politica che Israele deciderà di portare avanti sul fronte degli insediamenti. 

A conferma di quel limite di fondo della politica estera israeliana di cui si diceva è l’evidente legame tra i recenti fatti di Gaza e questa vittoria diplomatica palestinese. L’esito di tale vicenda aveva così indebolito Abu Mazen che agli occhi della maggioranza degli Stati membri dell’Onu è parso urgente rafforzarlo sia sul fronte interno che nei confronti di Hamas. Abu Mazen, che dopo la recente crisi di Gaza era scomparso dalla scena della politica palestinese, ci ritorna così da protagonista, potendo tra l’altro contare sul voto a favore dei Paesi mediterranei dell’Unione Europea tra cui l’Italia (mentre Gran Bretagna, Germania e altri  hanno optato per l’astensione).  

Abu Mazen è un distinto signore, capo però di uno “Stato” evanescente perché eroso tanto dall’esterno, dallo stretto assedio di Israele, quanto dall’interno, da una corruzione dilagante. Chi ha puntato su di lui, come tra gli altri il nostro governo, adesso non può più lavarsene le mani. Deve tirarne tutte le conseguenze, ma questo è il problema. Riusciranno i nostri eroi, che non riescono neanche a riportare a casa i due fucilieri di Marina detenuti nel Kerala, a trovare il bandolo delle ben più complicate matasse mediorientali?

 



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COMMENTI
01/12/2012 - MEGLIO L'ASTENSIONE. ABBASSO IL GOVERNO TECNICO! (GIANLUIGI PARENTI)

Il nostro Governo è TECNICO,pertanto con quale autorità prende decisioni di politica estera così importanti,,non essendo sostenuto da un voto democratico? Chi ha dato loro questa autorità? Siete sicuri che i musulmani apprezzino il dialogo ( o il calar le braghe?)senza sentirsi ultimamente rinforzati per la loro espansione? Secondo voi hanno la forma mentis di apprezzare questo sostegno come fosse un aiuto e non una vittoria strategica? Forse era meglio astenersi... o stiamo preparando la politica estera per la sinistra al Governo dell'Italia?