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DIARIO DAGLI USA/ Il “Get out the vote” alla fine è arrivato e la sfida è ancora aperta

GOTV è l’acronimo di “Get out the vote” ed è il momento in cui tutto il lavoro dei mesi precedenti deve dimostrare di dare i suoi frutti. GIACOMO POSSAMAI ci racconta come sta andando 

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

E alla fine questo benedetto GOTV è arrivato. E ha portato con sé una sorta di impazzimento generale: i comitati locali incominciano a fare a gara tra di loro a chi bussa più porte, si lavora dalle 8 di mattina alle 11 di sera (anche se, lo confesso, sono riuscito a guardare Juve-Inter di nascosto mentre inserivo i dati), Laila e Natalia lanciano ordini neanche fossero la signorina Rottermeier con Heidi e Clara.

L’altro elemento di novità dato dal Get Out the Vote è l’allargamento della squadra. Smettiamo così di essere un comitato che raccontato sembra una barzelletta: c’erano una volta un’olandese, una caraibica, due italiani e un cinese di Taiwan, che avevano formato un comitato per Obama. Ebbene sì, sono arrivati persino degli americani. C’è Tyreik, diciottenne che ci raggiunge assieme alla madre, appena uscito dalla High School. La signora deve aver vissuto male il rapporto tra popolazione bianca e nera della città (in effetti da sempre abbastanza conflittuale): quando fa le telefonate per Obama è convintissima che le persone interrompano la conversazione a causa del colore della sua pelle. Laila ha anche provato a spiegarle che a noi succede lo stesso e che è difficile stabilire l’etnia delle persone dal timbro della voce, ma la madre di Tyreik pare essere molto convinta.

Ma non è certo lei il personaggio più pittoresco che vediamo entrare oggi al comitato (che poi non è nient’altro che casa di Natalia, con i mobili spostati e qualche cartellone sui muri).

Sia io che Giovanni veniamo inviati a fare il door to door con due nuovi arrivati. A me capita Michael, che scoprirò essere un membro di Occupy Philadelphia (la versione locale di Occupy Wall Street) ed è una sorta di alternativo all’americana, con una grande passione per il “green”, sia che si parli di economia sia che si parli di quello che si fuma abitualmente (qui le sigarette costano troppo, mi spiega).

Gio invece è in coppia con Sam, avvocato fino all’altro ieri e da lunedì “prosecutor” di Philadelphia. Sam è stato Field Director in Michigan nel 2008 e ha lavorato alla campagna al Senato in Georgia. Insomma, è stato “uno che conta”. Ma ad un certo punto si è stufato e ha mollato tutto. Così è qui, a fare il volontario assieme a noi (anche se non fa mancare un paio di risposte ben assestate a Laila, che tende a dargli qualche ordine di troppo).