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ELEZIONI USA/ Obama allunga nei sondaggi: 68 grandi elettori in più rispetto a Romney

Pubblicazione:lunedì 5 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 5 novembre 2012, 18.33

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Tra poche ore i cittadini americani si recheranno alle urne per eleggere il loro nuovo presidente. Secondo la media di tutti i sondaggi, elaborata dal sito specializzato RealClearPolitics.com, l’attuale presidente del partito democratico Barack Obama sarebbe in leggero vantaggio su colui che vorrebbe soffiargli il posto alla Casa Bianca, il repubblicano Mitt Romney. Secondo i dati, infatti, Obama potrebbe contare su 303 grandi elettori, 68 in più del suo avversario, quando con 270 la vittoria sarebbe matematicamente assicurata. I bookmaker, invece, pongono le loro percentuali in modo decisamente più netto rispetto ai sondaggi: in vantaggio c’è ancora una volta Obama, quotato a 1.16 per il secondo mandato. Sale invece fino a 4.75 la quota del candidato repubblicano, quando solo fino a pochi giorni fa risultava essere al 3.30. Intanto le due intense e costosissime campagne elettorali sono ormai agli sgoccioli: Mitt Romney si è reso recentemente protagonista di un’ultima gaffe, dopo le altre che hanno caratterizzato in più occasioni la sua corsa alla Casa Bianca. Il candidato repubblicano, durante un comizio tenuto dal palco di Cleveland, in Ohio, ha detto chiaramente che una vittoria di Barack Obama “è possibile, ma non probabile”, ricevendo in risposta una discreta quantità di fischi.  Obama invece tra poco tornerà in Wisconsin, per poi recarsi in Ohio e successivamente in Iowa, lo Stato dove cominciò la sua corsa nel 2008. Solo dopo sbarcherà invece nella sua città, Chicago, da dove attenderà l'esito del voto che potrebbe confermare il suo secondo mandato. I sondaggi rivelano che l’attuale presidente sarebbe in vantaggio in otto o nove Stati-chiave, quelli più importanti che peseranno in modo decisivo nella vittoria finale. Obama potrebbe invece già contare su 18 Stati, che corrispondo a 201 “grandi elettori”, mentre sarebbe in vantaggio in Stati come il Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, che gli garantirebbero altri 46 voti decisivi. 


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