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SCENARI/ Herzog (Haaretz): Israele e Palestina, un’"incognita" guasta i negoziati

Pubblicazione:lunedì 5 novembre 2012

Il presidente dell'Autorità Palestinese, Abu Mazen (InfoPhoto) Il presidente dell'Autorità Palestinese, Abu Mazen (InfoPhoto)

Con un’intervista alla tv israeliana Channel 2 il presidente dell’Autorità Palestinese, Abu Mazen, ha riscosso il caloroso apprezzamento del presidente Shimon Peres, ma ha sollevato anche vivaci proteste da parte degli abitanti della Striscia di Gaza. Abu Mazen ha sottolineato di riconoscere l’esistenza dello Stato di Israele e di considerarne come confini quelli che hanno preceduto l’invasione della Cisgiordania. Ilsussidiario.net ha intervistato Michael Herzog, editorialista del quotidiano israeliano Haaretz, per chiedergli di commentare le parole di Abu Mazen.

 

Herzog, si tratta di affermazioni importanti o soltanto di concessioni di facciata?

 

Per le orecchie israeliane quelle di Abu Mazen sono dichiarazioni molto importanti. Mi riferisco in particolare al fatto che egli riconosca che l’accordo debba riguardare i confini del 1967, e non quelli del 1948, come pure il fatto che egli accetti la dichiarazione dello Stato di Israele. I nostri timori erano infatti che i palestinesi volessero richiamarsi ai confini del 1948, ed è per questo che le parole di Abu Mazen rappresentano un passo in avanti.

 

Shimon Peres ha elogiato Abu Mazen per le sue parole. Può essere il punto di avvio di nuovi negoziati di pace?

 

Lo spero. Ma per dimostrare di essere un partner affidabile, Abu Mazen deve venire al tavolo e negoziare, e mi auguro che ciò accada al più presto. Temo però che si andrà in tutt’altra direzione, perché Abu Mazen intende rivolgersi all’Onu e cercare di ottenere lo status di Paese non membro.

 

Perché ciò la preoccupa?

 

Questa mossa non incoraggerà certo i negoziati, ma implicherà una risposta negativa da parte di Stati Uniti e di Israele. Gli stessi europei stanno cercando di convincere Abu Mazen a non rivolgersi subito all’Onu. Sottolineo inoltre che sarebbe un errore farlo durante le elezioni israeliane, perché è un fatto molto negativo affrontare una campagna elettorale nel momento in cui gli elettori sono spaventati da mosse di questo tipo. Spero quindi che le dichiarazioni positive di Abu Mazen contribuiscano alla pace, ma mi auguro anche che non siano annullate da azioni altrettanto negative.

 

Per quale motivo Israele teme gli effetti della diplomazia di Abu Mazen all’Onu?


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