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Esteri

DIARIO DAGLI USA/ Cos’ha fatto Romney per "costringere" Clinton a scendere in campo?

Mitt Romney (Infophoto) Mitt Romney (Infophoto)

L’altra novità sono le famiglie, che si propongono per il door to door. Oggi ne sono arrivate due: marito e moglie assieme ai figli piccoli. Sostanzialmente trasformano la passeggiata domenicale per il quartiere in un proficuo momento di canvassing: vedere i bambini trotterellare dietro ai genitori con la spilletta di Obama sul maglioncino, è una delle immagini più divertenti che porterò con me.

Ma non è la sola istantanea di oggi che mi è rimasta impressa. Stamattina presto, mentre ero ancora al comitato, ho visto entrare una signora molto anziana di colore, accompagnata passo passo da un ragazzo giovane. La signora si muove solo grazie ad un carrello che la sostiene. Ci racconta che nel 2008 ha fatto il porta a porta dodici ore al giorno, finché la reggevano le gambe, per contribuire ad eleggere Barack Obama. Ora le dispiace tanto, ma non ce la fa più, ci spiega indicando il carrello. Ma può fare tantissime telefonate: ci sente bene. Previene la nostra obiezione che le telefonate si possono fare anche da casa, dicendo che è venuta fino a casa di Natalia perché le campagne elettorali sono un gioco di squadra: per questo è voluta venire fino al comitato. E’ una risposta che mi colpisce, perché quello di squadra è un concetto che qui non ho sentito spesso. Qui l’idea imperante è piuttosto quella della catena di comando.

Ma ciò che conta ora, è che domani si vota. E a noi non resta che incrociare le dita.

 

 

Vicesegretario nazionale dei Giovani Democratici, Giacomo Possamai si divide tra Vicenza (dove vive), Bologna (dove studia Giurisprudenza) e Roma. Attualmente segue in prima persona la campagna elettorale di Barack Obama dagli Stati Uniti. 

 

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