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ELEZIONI USA/ Fazio (Democratici): Obama è ancora una speranza

Pubblicazione:martedì 6 novembre 2012 - Ultimo aggiornamento:martedì 6 novembre 2012, 12.34

Barack Obama (InfoPhoto) Barack Obama (InfoPhoto)

“L’Europa non deve temere: qualunque dei due contendenti sarà eletto come presidente degli Stati Uniti, il Vecchio Continente potrà contare sempre su un amico fidato sull’altra sponda dell’Atlantico”. A tranquillizzare i partner europei è il politico italo-americano Victor H. Fazio, eletto per sette volte consecutive nelle file dei Democratici come deputato nella House of Representatives. Fino a quando ha deciso di non ricandidarsi senza essere mai stato sconfitto una sola volta nel suo collegio in California. Come sottolinea Fazio, “siamo amici dell’Europa, ma non ripeteremo i suoi errori. In particolare la scelta folle dell’austerity a tutti i costi in una fase in cui la domanda dei mercati mondiali è depressa”. Per il politico italo-americano, “Romney non è mai stato eletto ma rappresenta già il vecchio. I Repubblicani combattono una battaglia di retroguardia contro l’immigrazione e tutto ciò che è sinonimo di cambiamento. Solo i Democratici possono dare una speranza al Paese, soprattutto per la middle class e per i ceti più poveri”.

 

Victor Fazio, come cambierà la politica Usa verso l’Europa dopo il voto di domani?

 

Non prevedo alcun significativo cambiamento nella politica estera americana rispetto a quanto abbiamo osservato negli ultimi quattro anni. L’accento sarà messo soprattutto sulla ripresa economica e sul problema dei prezzi in tutto il mondo. Mi auguro che ci sarà un coordinamento economico crescente tra l’Unione europea e gli Usa. Da questo punto di vista non prevedo grandi novità rispetto al modo in cui finora abbiamo cercato di coordinare la politica monetaria e, con maggiori successi, la politica fiscale insieme ai nostri partner europei.

 

Intende dire che la politica estera di Obama e Romney è identica?

 

Ritengo che ci siano differenze molto limitate, anche se Romney sta cercando di raffigurare elementi di rottura più grandi di quelli realmente esistenti. Chiunque sarà eletto avrà un approccio molto simile in politica estera, soprattutto a livello di politica economica. L’unica eccezione può essere rappresentata dalla Cina.

 

In che senso?

 

Romney sta cercando di alzare i toni dello scontro con Pechino, che ha definito in tono sprezzante “un manipolatore di valuta”. Del resto in passato ci sono sempre state delle differenze tra Repubblicani e Democratici per quanto riguarda la Cina, mentre al contrario ritengo che nei confronti dell’Europa l’atteggiamento dei due candidati rivali sia sostanzialmente lo stesso.

 

Per l’America di Obama, l’Europa è un modello positivo o negativo?


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