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Esteri

ELEZIONI USA/ Samples (Cato Institute): l'entusiasmo per Obama si è appannato

Mitt Romney (InfoPhoto)Mitt Romney (InfoPhoto)

Il Cato Institute è un think tank libertarian, o neo-liberal, e nessuno dei due attuali candidati è particolarmente su questa linea, né è particolarmente attraente. Personalmente penso lo sarebbe Gary Johnson, ma è solo il terzo candidato e non ha possibilità di vincere. Sarà già un miracolo se riuscirà a ottenere il due per cento dei voti. Per me, potrebbe essere un presidente migliore di questi due, ma la mia è una speranza senza possibilità di realizzarsi. 

Quali sono i problemi principali che lei ha nei confronti di Obama e Romney? 

Per quanto riguarda Romney, l’impressione è che abbia manovrato bene per arrivare a questa posizione e sono sicuro che sia una persona brava e intelligente, ma è difficile capire in che cosa creda realmente e quale sia la sua vera posizione. Gli americani vogliono sapere in che cosa il loro presidente crede fortemente, e questo con Obama è chiaro. Gli elettori sanno che è per un governo forte e in favore del welfare state, quello cioè che ha fatto con la riforma sanitaria. Con Romney, è difficile capire bene la sua azione politica passata: come governatore del Massachusetts non ha dimostrato posizioni decisamente conservatrici e risulta così difficile ipotizzare la sua azione da presidente. Abbiamo bisogno di tagliare la spesa pubblica, ma Romney sembra avere intenzione di aumentare il bilancio della difesa e la sua politica estera è simile per certi versi a quella di Bush. Il partito sembra essere allineato su queste posizioni e ciò mi preoccupa. Non possiamo permetterci un’altra guerra da trilioni di dollari e con Romney questa eventualità è più probabile, anche se non è il caso di esagerare questa probabilità. 

Pensa che molti elettori siano delusi dai due candidati e possano, quindi, astenersi dal votare? 

La mia previsione è che la percentuale di votanti sarà inferiore al 2008, ma quelle elezioni hanno registrato le percentuali più alte di voto negli ultimi 30-40 anni. Penso che questa volta si potrà avere forse attorno al 58% degli elettori registrati, vale a dire circa il 40/45% del totale degli elettori. Nel 2008 si è raggiunto il 61% dei registrati e i valori recenti più alti si sono avuti a metà degli anni ’60, ma non si è mai raggiunto il 70% o l’80%, come accadde all’inizio del 1900. Comunque, non mi pare di vedere un particolare entusiasmo, salvo limitati casi, per nessuno dei due candidati, a differenza di quanto accadde nel 2008 per Obama. Un entusiasmo che è ora decisamente appannato. 
 

(Maria Bond)

 

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