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CONGRESSO PCC/ Il Partito metterà i "rivoluzionari" alla prova del mercato

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E' opportuno sottolineare innanzitutto che in Cina questi passaggi di leadership sono fatti per dare una continuità al sistema e non per creare fratture. In questo ambito non ci sarà quindi da aspettarsi grandi rivoluzioni, da una parte o dall’altra. Quello che forse potrà essere considerato un cambiamento riguarda soprattutto la sensibilità dei dirigenti, persone diverse che quindi probabilmente si comporteranno anche in maniera diversa.

Su quali aspetti in particolare?

Gli uomini della leadership uscente hanno sofferto tutti i grandi cambiamenti che la Cina ha attraversato nella sua storia: sono nati prima della fondazione della Repubblica cinese, sono cresciuti nel periodo del Grande balzo in avanti e hanno cominciato a lavorare con l’inizio della rivoluzione culturale. La loro vita ha dunque attraversato tutte le grandi mutazioni della storia della Cina di questi ultimi 60 anni.

Cos'ha di diverso la nuova leadership?

Coloro che arrivano adesso sono stati in qualche modo temprati, ma anche marchiati, dalla rivoluzione culturale. Questo contribuirà in qualche modo a renderli diversi.

In che modo?

Le precedenti generazioni, quella di Hu Jintao e Jiang Zemin, sono quelle dei cosiddetti tecnocrati, persone che hanno amministrato il Paese al meglio delle loro capacità. Al contrario Xi Jinping e Li Keqiang sono ex Guardie Rosse che da giovani facevano i rivoluzionari: è forse  proprio questo il maggiore spirito che porteranno con sé nell’amministrazione della Cina.   

 

(Claudio Perlini)



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