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Esteri

EGITTO/ Quel "gioco" tra l'esercito e i Fratelli musulmani per "risuscitare" Mubarak

Le proteste in Egitto (Foto: InfoPhoto)Le proteste in Egitto (Foto: InfoPhoto)

I Fratelli Musulmani sono già convinti di poter contare su un solido consenso. Inoltre è probabile che potranno contare anche sull’esercito, il che è di fondamentale importanza. Ricordiamo infatti che, una volta destituito Mubarak, in Egitto il baricentro del potere politico, economico e militare è passato interamente nelle mani dell’esercito. Chiunque vincerà, quindi, dovrà comunque fare i conti con questa forza.

Possiamo aspettarci altre violente proteste in futuro?

Credo proprio di sì. C’è tutta una parte dell’opposizione che non vuole cadere nel tranello di doversi esprimere a favore o contro la sharia e che quindi cercherà di far saltare l’appuntamento elettorale di dicembre, visto che tra l’altro questo testo della Costituzione è stato approntato in pochissimo tempo e senza alcun dibattito. I presupposti per chiedere un annullamento ci sarebbero tutti e questo potrebbe portare a nuove proteste.

Nel caso in cui si andasse a modificare la Costituzione come cambierebbe l’Egitto? Tornerebbe tutto come prima?

Si tornerebbe a quella sorta di doppio regime che aveva imposto Mubarak, quindi ufficialmente democratico ma di fatto in mano a un’elite ideologicamente connotata secondo cui la vera Costituzione è quella che si basa sulla legge coranica. Resta il fatto che una tale forzatura poteva anche essere accettata con un dittatore ma, visto ciò che sta accadendo nella società civile egiziana, in cui ormai esistono evidenti segmenti democratici, una situazione di questo tipo rappresenterebbe una camicia di forza intollerabile che potrebbe facilmente scatenare nuove violenze.

 

(Claudio Perlini)

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