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TURCHIA/ Selin Sanli: stare fuori dall’Ue è stata la nostra salvezza

Pubblicazione:mercoledì 12 dicembre 2012

Istanbul (Foto Infophoto) Istanbul (Foto Infophoto)

Se un tempo la Turchia sognava l’Europa, oggi l’Ue non è più sinonimo di progresso ma della miseria e della disoccupazione della vicina Grecia. Lo dimostra il fatto che secondo un sondaggio dell’Università del Bosforo, pubblicato sul quotidiano Vatan, oggi soltanto il 47,1% dei turchi ha un’opinione positiva dell’Europa, contro il 73% del 2003. Se nove anni fa il 74% della popolazione avrebbe votato “sì” a un referendum sull’ingresso nell’Ue, oggi solo il 51% si esprimerebbe in modo favorevole. Selin Sanli, corrispondente da Firenze della radio televisione turca Trt, commenta per Ilsussidiario.net i risultati del sondaggio.

 

Per quale motivo i turchi che hanno un’opinione positiva dell’Europa sono sempre di meno?

 

La causa principale è la crisi economica. Abbiamo visto la nostra vicina Grecia sprofondare nel baratro e mettere in svendita ogni cosa. Un tempo l’Unione Europea era una potenza politica ed economica, ma dopo quanto è avvenuto ad Atene e in seguito alla crisi economica e politica dell’Italia che sembra non avere mai fine, le cose sono cambiate. Per tutto questo insieme di fattori l’Unione Europea è diventata meno attraente. Ankara ha retto meglio di Atene alla recessione globale? Non soltanto ha retto, ma oggi la Turchia sta attraversando una fase di boom economico, è in forte crescita e spero che continui su questa strada. Il premier Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che è mancato poco che la crisi toccasse anche noi, ma per fortuna ce l’abbiamo fatta.

 

Per quale motivo la Turchia è rimasta immune dalla crisi economica?

 

Soprattutto perché non fa parte dell’Unione Europea. A ciò si aggiunge il fatto che i costi della manodopera nel nostro Paese sono molto più bassi, e i prezzi dei prodotti turchi sono di conseguenza più contenuti. Le aziende tessili italiane, anziché fare cucire le giacche negli stabilimenti del Belpaese, delocalizzano in Turchia dove tutto costa la metà, compresi i viaggi e la stessa dogana. Nello stesso tempo però il nostro Paese è facilmente raggiungibile dall’Europa, i suoi abitanti hanno ricevuto un’educazione di buon livello, lavorano e sono pagati, anche se i salari sono più bassi rispetto agli standard del Vecchio Continente.

 

C’è qualche settore che sta andando particolarmente bene?


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