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Esteri

PALESTINA/ Lahham (vescovo): Abu Mazen riapra i colloqui con Israele senza pre-condizioni

Abu MazenAbu Mazen

Bisogna aprire i negoziati, la pace si fa solamente con le trattative. Tutto è pronto, da qualche giorno si parla di una riapertura dei colloqui di pace e mi auguro che ciò avvenga in tempi rapidi.

 

Sappiamo che una delle questioni più controverse è il ritorno dei palestinesi in esilio. E’ davvero un’ipotesi praticabile?

 

Sui 3-4 milioni di palestinesi in esilio che vivono in Giordania, soltanto alcune centinaia di migliaia vorranno ritornare in Palestina, sempre che sia concesso loro il diritto di ritorno. Ormai vivono in Giordania da oltre 60 anni, tra loro c’è anche la mia famiglia la quale non penserà mai a ritornare. Ormai i palestinesi si sono integrati in Giordania, hanno un lavoro, case e terreni cui non vogliono rinunciare.

 

I cristiani arabi si sentono parte del popolo palestinese o sono discriminati?

 

Non solo si sentono parte, ma sono parte sostanziale del popolo palestinese. Il conflitto non è mai stato di natura religiosa, ma di tipo politico. I palestinesi cristiani in Cisgiordania sono palestinesi al 100%, soffrono e gioiscono con i loro fratelli musulmani. Non sono affatto discriminati in quanto cristiani, sono discriminati in quanto palestinesi.

 

La Primavera araba a porterà benefici alla Palestina?

 

Il vento di libertà e di democrazia non soltanto in Egitto, ma in tutti i Paesi che hanno vissuto la famosa Primavera araba, toccherà certamente l’intera regione. Adesso il futuro del mondo arabo è sbocciato, la gente capisce quali sono i suoi diritti e non ha più paura di parlare, la strada dei Paesi del Medio oriente non ha più dei tabù o delle linee rosse.

 

I Paesi arabi diventati democratici verranno in aiuto alla Palestina?

 

La Palestina si libererà con le mani dei palestinesi. Questi ultimi non si devono aspettare la salvezza dall’esterno, devono prendere il proprio destino nelle loro mani e arrivare alla libertà con le loro stesse forze.

 

In che modo?

 

Con i negoziati, con l’avvio di un processo di pace, con un po’ di pazienza, facendo alcune concessioni, ma tendendo a un traguardo cui prima o poi arriveranno.

 

(Pietro Vernizzi)

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