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Esteri

ALGERIA/ Fouad Allam: la Francia deve chiedere perdono per provare a chiudere le ferite della storia

Hollande, Foto InfophotoHollande, Foto Infophoto

Proprio per il ricordo di quegli anni sanguinosi non si è assistito in Algeria a un effetto domino come negli altri paesi del nord Africa. Quel ricordo frena ogni tipo di rivendicazione politica, restando il fatto che la democrazia algerina è sicuramente perfettibile.

Fenomeni come i Fratelli musulmani in Egitto sono presenti nel suo paese? E' proprio questo il punto, la nascita anche in Algeria come in Egitto di un nuovo tema. Si assiste alla nascita di movimenti fondamentalisti che non sono più terroristi ma che in questo modo entrano nelle istituzioni. Va distinto dal radicalismo islamico  di tipo eversivo e terroristico, è un nuovo  approccio alla questione politica da parte dell'Islam perché entra nelle istituzioni, è la grande novità del mondo arabo. Questo ci riserverà delle sorprese, che piacciano o meno. Ne parlo nel mio nuovo libro in uscita a gennaio, "Avere 20 anni a Tunisi e al Cairo, letture delle rivoluzioni arabe".

Pensa che questo fondamentalismo politico si potrà evolvere in modo democratico? Solo se saprà affrontare i tre grandi temi dei paesi islamici: il rapporto fra democrazia e identità religiosa, con le minoranze religiose soprattutto del Medio oriente, la libertà di religione che non esiste oggi nei paesi islamici e il rapporto  fra uomini e donne. Sono questi i grandi temi da risolvere.

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