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SANDY HOOK/ Basta porre limiti alla libertà per stare tranquilli?

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Il senso di smarrimento e l’urgenza di agire di questi giorni mi ricordano un po’ il dopo 11 Settembre. Ci venne in soccorso una frase di Don Giussani: “La speranza è certezza nel futuro fondata su qualcosa di presente”. E’ una frase molto più semplice di quel che potrebbe sembrare a prima vista. Basta dedicarci un attimo di attenzione. Basta guardare alla nostra vita di tutti i giorni. Non è cosi? Occorre un punto certo, una cosa di cui siamo sicuri oggi per poter attendere con fiducia quel che ci porterà il domani. Perché il domani non sarà mai la meccanica conseguenza di tutto quel che abbiamo fatto oggi.

Questo lo capiamo. Magari non ci sta bene, ma lo capiamo, e lo capiamo perché lo abbiamo vissuto e lo viviamo sulla nostra pelle. C’è un punto di certezza in questo mondo in cui si uccidono i bambini, in cui ci si massacra in guerre fratricide e sembra non esserci lavoro per tutti?

C’è una promessa che a Natale diventa un bambino. Piccolo piccolo. Una certezza piccola come può essere un bambino appena nato. Piccolo, eppure vero. Un bambino piccolo piccolo che senza dire una parola – perché i bambini piccoli non parlano – entra in questo mondo e misteriosamente ci chiama a sé. Cosa può fare un bambino cosi?

Se vogliamo capire dobbiamo fare come i pastori. I pastori non capivano, non potevano capire. E siccome non capivano, sono andati fino alla capanna. Bisogna fare come i pastori. A Betlemme come a Sandy Hook. 



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