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Esteri

ARGENTINA/ Una "guerra civile" mette a rischio la democrazia

Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)

Approfittando del 29° anniversario della restaurazione democratica in Argentina, avvenuta nel 1983 con il radicale Alfonsin, il Governo ha organizzato un evento per il 10 dicembre nella storicissima Plaza de Mayo in risposta, a suo modo di vedere, alle manifestazioni di segno opposto: la piazza si è riempita, ma, altro caso curioso, attirata da un contemporaneo megaconcerto che ha visto partecipare i musicisti più famosi del Paese, tutti profumatamente pagati, a cui ha fatto seguito l’ennesimo megadiscorso a reti unificate di sempre. Con quali accenti è facile immaginare, anche perché i lettori del Sussidiario sono a conoscenza della distorsione mediatica attuata dall’attuale esecutivo sulla vicenda storica dei diritti umani nell’epoca dittatoriale sulla quale l’entourage kirchnerista pretende il monopolio della condanna e del giudizio.

Il Paese sta attraversando una crisi economica durissima, con un’inflazione galoppante che ha portato il costo della vita a livelli altissimi, fatto smentito ripetutamente dal Governo ma vissuto quotidianamente dagli argentini, oltre che a un aumento delle tasse. La crescita economica, che dal 2001 marciava a livelli asiatici, si è bloccata e il lavoro inizia a scarseggiare. I salari godono di aumenti sì, ma non proporzionati all’inflazione e il Governo continua a “espropriare” sulle pensioni, negando da anni la riparametrazione non solo votata per legge, ma anche imposta dal potere legislativo. E la maggior parte dei sindacati ha risposto a tutto questo con uno sciopero nazionale, avvenuto in novembre, che ha bloccato l’intero Paese.

Siamo ormai di fronte a una Nazione spaccata in due, dove i saccheggi, come nelle altre occasioni citate sopra, non sono scoppiati per caso... e difatti è ancora un susseguirsi di reciproche accuse: ha iniziato il Ministro Anibal Medina, accusando i sindacati di aver promosso le manifestazioni ma forse dimenticandosi che in altre occasioni le stesse frange hanno appoggiato interessi governativi. Immediata la risposta del leader della Cgt, il più forte sindacato locale: Hugo Moyano, dopo aver invitato il Governo a fornire prove tangibili, ha rigirato la cosa parlando di una chiara manovra del potere per fare un uso vittimistico dell’accaduto e rafforzare la propria immagine.

Di certo quanto successo ha messo in secondo piano due fatti accaduti, quali il licenziamento del giornalista televisivo Marcelo Longobardi, che da anni gestiva programmi sia radiofonici che televisivi di dibattito di indiscusso successo ma purtroppo per un gruppo mediatico (quello di CN5) passato nelle mani dell’impresario kirchnerista Cristobal Lopez, e la statalizzazione della Rural, il maggior centro espositivo del Paese, dove ogni anno si tiene la fiera omonima, tra le più importanti del mondo in campo agricolo. La costruzione , di grande valore storico e artistico, era di proprietà della Sociedad Rural, la più grande associazione di agricoltori e allevatori del Paese, a cui venne venduta negli anni Novanta dal Presidente Carlos Menem.