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ASIA BIBI/ Bhatti: le Ong la stanno strumentalizzando per "business"

Pubblicazione:giovedì 27 dicembre 2012

Paul Bhatti (Infophoto) Paul Bhatti (Infophoto)

Non ho più avuto notizie sebbene io abbia chiesto più volte di occuparmi del caso. Vedo il marito che va spesso in tv e fa appelli per raccolte di fondi dicendo che sua moglie sta male. In Spagna è stato addirittura insignito di onorificenze. Alla maggioranza del popolo pachistano interessa la liberazione di Asia Bibi ma non in questo modo. Non gettando fango sulla nostra nazione.

 

In Occidente, la vicenda di Asia Bibi è vissuta con molta apprensione. E' diventata il simbolo dell'intolleranza religiosa nei confronti dei cristiani.

 

Questo è un dato di fatto ma la società pachistana è profondamente differente da tutte quelle occidentali. Non è possibile pensare di risolvere la vicenda seguendo una modalità che non fa parte della nostra cultura. In Pakistan il 60% della popolazione è analfabeta, non legge i giornali e si affida moltissimo ai gruppi religiosi. Dobbiamo tentare di venirne a capo con le nostre risorse. In modo più lento e lavorando in maniera determinata, ma dall'interno. Non serve alzare la voce perchè può essere pericoloso per gli altri cristiani. Vorrei che fossero i musulmani stessi a scendere in campo e partecipare attivamente alla liberazione di Asia Bibi.

 

In che modo è possibile attuare tutto questo?

 

Solo attraverso il dialogo inter-religioso e non attraverso spot e frasi ad effetto.



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