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ARGENTINA/ Le scelte che portano il Paese “al pascolo” della crisi

Gonzalo Villegas ritira un premio con la sua famiglia Gonzalo Villegas ritira un premio con la sua famiglia

Più di tre anni fa il Governo è intervenuto in forma aggressiva nel mercato della carne, chiudendo di fatto le esportazioni, non rispettando le quote Hilton (limiti imposti dall’Ue per le importazioni di carne in Europa, ndr), entrando in conflitto con i produttori, fissando prezzi massimi e imponendo alle catene dei supermercati un abbassamento dei prezzi. Uniti ad altri, questi fattori hanno provocato quello che logicamente succede nei mercati: ossia molti produttori hanno abbandonato l’attività, cosa che per l’Argentina ha significato una perdita di 12 milioni di capi.

 

Anni fa è scoppiata in effetti una vera e propria guerra tra l’attuale Presidente argentina, Cristina Fernandez de Kirchner e l’intero settore agricolo, da lei accusato di evasione fiscale e di non rispettare le normative che proteggono i lavoratori del settore. È esatto?

 

No, il gran conflitto conosciuto come “la 125” iniziò allorchè il Governo decise di imporre tassazioni variabili. In pratica, se il prezzo della soia, per esempio, aumentava, lo Stato si intascava il 90% dell’aumento con la quota impositiva, percentuale che scendeva solo a fronte di una caduta grandissima dei prezzi. La reazione non solo del settore, ma dell’intera società, ha provocato manifestazioni e occupazioni stradali in tutto il Paese, con momenti di estrema tensione che, a quanto si dice, hanno portato la Presidente a un passo dalle dimissioni. Successivamente il progetto, inviato alla Camera per le votazioni, non venne approvato per il voto contrario dell’ex Vicepresidente Julio Cobos. Da quei giorni, in pratica, non esiste un dialogo tra la Presidenza e il nostro settore: ognuno procede separatamente per la propria strada.

 

Quanto alle accuse di lavoro nero ed evasione fiscale?

 

Il lavoro nero era diffuso per attività stagionali, quali, per esempio la raccolta della frutta, della canna da zucchero o del tabacco. Al giorno d’oggi diventa estremamente rischiosa per il produttore questa modalità, per le cause giudiziarie che possono intercorrere in caso di incidenti sul lavoro o licenziamenti. Il settore agricolo e dell’allevamento ha al giorno d’oggi la maggior pressione fiscale del Paese non solo per quanto concerne la produzione, ma anche la tassa sulle terre di proprietà è triplicata: in pratica lo Stato si prende in tasse il 75% del fatturato del settore, cifra che aumenta qualora le proprietà coltivate siano affittate. Bisogna anche considerare che le tasse sulle esportazioni lo Stato le applica pure in caso di annate produttive sfavorevoli. Nel biennio 2008-2009 molti produttori hanno perso cifre fino a 300 dollari per ettar e di questa cifra lo Stato ha preso 100 dollari, facendo in pratica fallire molti di loro.

 

Uno dei problemi più incombenti, da molto tempo, risiede nell’avanzamento della desertificazione e la conseguente mancanza di terra che possa risolvere la fame di un mondo sempre più popolato. Al contrario l’ Argentina dispone di una superficie immensa e fertile con una popolazione di solo 40 milioni di abitanti, vantaggio che in teoria porrebbe il Paese in una situazione di grandissima ricchezza. Però, incredibilmente, allo stesso tempo esiste una povertà diffusa in ampi settori della popolazione, fatto che causa la fame. In teoria si dovrebbero prendere dei seri provvedimenti per trovare una soluzione a tutto ciò: secondo lei, quali sarebbero quelli attuabili a breve?

 

Senza dubbio l’Argentina possiede il miglior rapporto terra coltivabile/abitante. Il fatto è che qui la catena della distribuzione non raggiunge le classi meno abbienti... oppure ci arriva male. C’è anche tantissima corruzione in questo: i piani di aiuto ci sono, ma sono spesso gestiti da rappresentanti politici che li offrono in cambio di militanza, partecipazioni alle manifestazioni, ecc. In pratica, si regala poco pesce a ognuno, ma non gli si insegna a pescare. Un esempio è quello che succede con il grano.

 

Ce lo può spiegare?