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ARGENTINA/ Le scelte che portano il Paese “al pascolo” della crisi

Gonzalo Villegas ritira un premio con la sua famiglia Gonzalo Villegas ritira un premio con la sua famiglia

Il Governo proibisce l’esportazione di 6,5 milioni di tonnellate quando per la panificazione ne occorrono solo 2,5 milioni e protegge la filiera produttiva che non è più competitiva a livello di esportazione, con il risultato che il prezzo del pane è aumentato di più di 5 volte rispetto al costo di produzione della materia prima: chi produce guadagna poco e la gente paga tantissimo. In Argentina ci sono sussidi generalizzati su luce, gas, acqua, trasporti e persino sul calcio. Si dovrebbero però aiutare solo le classi meno abbienti, oltre a fornirgli una cultura adeguata e un inserimento sociale.

 

Da molti anni l’Ue sussidia abbondantemente l’intero mondo agricolo con fondi che di fatto costituiscono un ostacolo alle importazioni da altri continenti.

 

L’Unione europea deve sostenere i suoi produttori, perchè altrimenti finisce l’agricoltura e questo non conviene a nessuno: si aumenterebbe l’inquinamento e la catena produttiva alimentare si troverebbe indifesa di fronte a un cambio climatico a livello mondiale. È una strategia in cui la società paga gli agricoltori perchè non interrompano la propria attività e continuino a coltivare la terra, perchè l’ambiente e l’ecosistema migliorino rispetto all’avanzata industriale. L’Europa ha vissuto due grandi guerre e il ricordo della fame fa sì che non si cancelli la cultura agricola, per quanto antieconomico possa essere.

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